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Quando i giornali ci fregano

Pubblicato da il giorno 8 novembre 2008

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Rifiuti

Sappiamo tutti l’orrore successo a Napoli i mesi scorsi, già, si può definire orrore, quella ripugnanza che riguardava tutti noi: i rifiuti nei marciapiedi, nelle strade, a volte anche in casa. Con l’arrivo del “nuovo” governo in qualche modo l’orrore Napoli di è risolto.

Dunque, in questo articolo voglio parlare dei rifiuti in generale, innanzitutto, con il problema di Napoli è saltato fuori il termovalorizzatore. Bene, tra un giornale e l’altro, sembra che questo termovalorizzatore riesca con il calore a trasformare i rifiuti in energia. Il termovalorizzatore, sempre secondo quasi tutti i giornali, dovrebbe sostituire ben presto tutti gli inceneritori. Sappiamo anche che di Napoli ne hanno parlato anche i giornali esteri, allora ho voluto cercare in internet cosa ne pensano del termovalorizzatore i paesi stranieri. Per cercarlo in inglese ho dovuto tradurre “termovalorizzatore”.

Vi lascio a voi alcuni siti su cui ho tradotto la parola…

(provate voi a scrivere TERMOVALORIZZATORE e poi vedete la traduzione in inglese);

Bene, in inglese, incinerator significa inceneritore… ma anche termovalorizzatore, a dir la verità, signficia solo inceneritore.

  • Quindi o siamo troppo avanti noi con la tecnologia, o i giornali ci dicono tante cavolate.
  • Beppe Grillo è stato il primo a dire cose molto simili alla verità sui rifiuti.
  • Senza fare altre ricerche si può affermare dunque che, il termovalorizzatore, come gli inceneritori, “brucia” i rifiuti. I fumi non possono essere riciclati, e da qualche parte devono pur uscire, quindi il termovalorizzatore è la stessa cosa dell’inceneritore.
  • E quasi tutti gli inceneritori ottengono dell’energia dal calore con cui bruciano i rifiuti.
  • I giornali potrebbero anche cortesemente spiegarci perchè il termovalorizzatore in inglese significa inceneritore

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Fin da quando ho 7 anni sviluppo siti web, amo l'informatica, la fotografia, la scienza e l'economia. Credo che il segreto del successo stia nel fare cose che altri non fanno. Nel 2008 ho fondato Skimbu, a cui ho voluto fin da subito dare una precisa immagine attraverso una grafica semplice, bella e unica e attraverso articoli di qualità e anch'essi unici. Continuerò Skimbu fino a che avrò voglia, con la passione e la voglia di far apprendere alla gente che esiste qualcosa di più meraviglioso che la televisione o che le solite dichiarazioni dei politici.

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