
L’ era dei giocattoli in legno, delle trottole e delle bambole di pezza è sicuramente passata da una ventina d’ anni ed anche il famosissimo Cubo di Rubik ormai è un oggetto d’ antiquariato. Erno Rubik però, l’ inventore del cubo, non è ancora andato in pensione e per la seconda volta ci mette davanti ad un rompicapo degno del suo predecessore, Rubik 360!
La novità
La particolarità di questo nuovo rompicapo, oltre ad essere di forma sferica, da cui deriva il nome “360″, è la struttura interna. Rubik 360 infatti, a prima vista può sembrare una semplice sfera con 6 palline (degli stessi colori delle facce del Cubo di Rubik) ma in realtà nasconde al suo interno una struttura molto più complessa.
Struttura
Rubik 360 è composto da tre sfere concentriche:
- la prima sfera presenta un foro e contiene, nella posizione di partenza, le sei palline colorate. Queste possono passare attraverso il foro per arrivare alla seconda sfera
- la seconda sfera possiede due fori, ciascuno dei quali permette alle palline di raggiungere le diverse sezioni esterne di un emisfero della terza sfera
- la terza sfera possiede sei sezioni esterne, abbinate dal colore alle palline, e due sezioni rotanti nere che permettono di intrappolare le palline che hanno raggiunto la loro destinazione.

Soluzione
Dopo aver letto le precedenti righe, potreste aver capito che per risolvere il gioco è sufficiente ruotare il dispositivo affinché le palline attraversino i fori. In realtà però non è affatto così! La risoluzione del rompicapo infatti è resa complicata (e non poco!) dalla presenza di alcuni contrappesi nelle prime due sfere che fanno restare i fori al di sopra dell’asse di rotazione. Bisogna quindi riuscire a capire come essi agiscano per consentire alle palline di vincere la forza di gravità e attraversare i vari fori uno ad uno e giungere alle sezioni esterne.
Considerazioni
Io personalmente possiedo questo rompicapo davvero divertente, che mi ha catturato fin da subito. Dopo averlo aperto dalla scatola mi è sembrato di tenere in mano qualcosa di molto complesso, non come il Cubo di Rubik, che era un oggetto più solido e compatto. E’ affascinante osservare il movimento delle sfere in base a come noi lo muoviamo. Tengo a sottolineare inoltre un’ altra grande differenza fra il Cubo e Rubik 360. Per il primo, come noi sappiamo, esistono tecniche specifiche, movimenti “meccanici” per riuscire a risolverlo. Per il 360 invece non esistono calcoli e metodi particolari per studiare la diversa posizione ed i movimenti delle palline. Le brevi istruzioni che troverete nella scatola vi serviranno a ben poco, perché quando lo avrete in mano, non ci capirete molto di quello che avrete appena letto e dovrete utilizzare unicamente il vostro cervello per studiare i movimenti degli assi gravitazionali. Dunque fateci sapere la vostra e, se ne possedete uno, se siete riusciti a risolverlo!