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Intervista ad un secondo giapponese

Pubblicato da il giorno 17 aprile 2011

Dopo le diverse polemiche suscitate dalla precedente intervista, abbiamo deciso di condurne una molto meno casuale. Ho quindi chiesto ad un amico, giapponese ma residente in Italia, di rispondere ad alcune domande. Hachiro, essendo un dottore, è stato in Giappone a portare il suo aiuto in seguito al terremoto e allo tsunami. A differenza della precedente intervista, questa si è svolta direttamente in italiano e quindi troverete le risposte molto più accurate e anche molto più lunghe. Per dovere di cronaca, ho deciso di non tagliare niente. Vi consiglio di leggere con attenzione.

Puoi dirci dove sei stato e a fare che cosa? Che situazione hai trovato quando sei arrivato in Giappone?

Innanzitutto saluto tutti e ringrazio per la gentilezza. Mi scuso se non riuscirò a rendere bene quello che volevo dire.

Sono stato a Ishomaki, nel Tohoku orientale, un po’ a nord di Sendai, per una decina di giorni a dare soccorso a chi era stato danneggiato dallo tsunami e dal terremoto. Sono medico e pur vivendo da anni in Italia ho avuto la possibilità di partecipare a una squadra di aiuto grazie ad alcuni colleghi di vecchia data che lavorano a Tokyo.

Al mio arrivo per la verità ho trovato una situazione tranquilla, ma questo perché, per essere certo di non subire ritardi, sono atterrato all’aeroporto di Osaka, in Kansai. Tuttavia anche Tokyo, seppur con i treni che funzionavano non a pieno regime e un evidente mancanza di luce (misura questa che è stata applicata da subito non solo nelle ditte e nei negozi ma anche dai singoli cittadini per risparmiare energia elettrica e ridurre al minimo i black out programmati) aveva un’apparenza abbastanza normale. Le persone in particolare già allora (sono arrivato a Tokyo il 16 marzo di prima mattina) cercavano di riprendere a vivere normalmente e soprattutto di non fermare il paese in modo da potersi riprendere prima possibile da quello che era successo. Sembra un discorso cinico, ma se si ferma l’economia anche i paesi in difficoltà stentano a ricevere aiuti e denaro. E per questo che nelle zone non danneggiate già dal lunedì si era ripreso a lavorare.

Differente la situazione nelle zone danneggiate, dove sono stato. Ovviamente le cose erano drammatiche perché i trasporti erano difficili e i beni necessari faticavano ad arrivare, ma tutti,  proprio tutti facevano quello che potevano per trarre il meglio da ciò che c’era. Insomma, nonostante tutto ho trovato voglia di vivere, di ricostruire, di riprendere e di farlo più in fretta possibile.

L’intervento e gli aiuti che sono stati raccolti e si raccolgono dall’altro lato del mondo sono tangibili? Come vengono percepiti dai giapponesi?

Con gratitudine anche se per natura, o cultura, siamo molto molto ritrosi nel chiedere e nell’accettare. Per i giapponesi dare un aiuto significa creare un debito. Un debito morale oltre che materiale. Per questo non solo ci è difficile chiedere, ma in molti casi, come notano gli stranieri in visita, è difficile anche vedere gente che, nelle piccole cose, aiuta gli altri. Non è insensibilità, è solo non voler umiliare l’altro, rendendolo suo malgrado debitore e rendendo evidente che non è riuscito a  fare da solo.

Ma in casi come questo ogni aiuto, di qualsiasi natura e da qualsiasi fonte è qualcosa di prezioso di cui siamo tutti immensamente grati. Dalle parole di coraggio degli amici, agli uomini, mezzi, materiali e supporti che i paesi hanno mandato. Grazie davvero. Le persone che ho incontrato erano commosse dal sapere quanti ‘Tomodachi’ (amici, come il nome dell’operazione americana ) abbiamo in giro per il mondo.

Secondo te, le informazioni diffuse dalle autorità sono state lacunose? Pensi ci sia disinformazione riguardo la contaminazione nucleare?

Non ho avuto l’impressione di ritenerle lacunose o mancanti, anzi. Mi sono sembrate e mi sembrano precise e molto schiette. Ovviamente sono date in modo da creare meno panico possibile, visto che sarebbe un danno più che un vantaggio. Ma chi ha dato e dà le informazioni lo fa restando in prima persona in città come Tokyo. Lo stesso premier Kan Naoto è andato in un mese 4 volte nelle prefetture danneggiate. Sono dell’idea che se il Governo ritenesse, ad esempio, Tokyo in pericolo per il nucleare, ma mentisse, non resterebbe lì. Nessuna persona intelligente lo farebbe. E non permetterebbero all’Imperatore di restarci di certo. Un non giapponese non riesce a cogliere quello che, nella maggioranza dei casi, l’Imperatore rappresenta, ma garantisco che non sarebbe possibile.

Credi che il governo giapponese abbia gestito e stia gestendo bene l’emergenza nucleare?

Non sono un tecnico nucleare pertanto non mi permetterei mai di mettere in discussione la gestione di persone che lavorano in quel campo, come non credo che un tecnico della Tepco si permetterebbe di mettere in discussione una mia diagnosi su un paziente ^^.

Sicuramente, vedendola da fuori, ci sono state e ci sono delle incongruenze e delle stranezze di cui la Tepco, dopo aver risolto l’emergenza, dovrà rendere conto. Prima tra tutti come mai abbia aspettato tanto a decidere di introdurre acqua marina e boro nei reattori, quando era evidente che non sarebbero riusciti a far ripartire il raffreddamento in tempi brevi. So che la risposta è banalmente ‘perché immettendo acqua marina in pratica condannavano a morte la centrale’ ma non mi sembra in ogni caso una giustificazione sufficiente. La seconda evidente è come mai abbiano mandato dentro personale in evidenti deficit di attrezzatura. Pochi contatori geiger e soprattutto inadeguate protezioni. A causa di questo alcuni tecnici sono rimasti ustionati e feriti. Questo non è giustificato. Per il resto non saprei, onestamente non ho idea di come funzioni una centrale nucleare, quindi non ho idea di come faccia a rompersi ^^.

Ma ovviamente parlo della Tepco, perché il Governo a parer mio ha avuto, prima dell’incidente, pochissima voce in merito. D’altronde tutto andava bene e c’erano altri problemi urgenti prima. Attualmente mi sembra stia gestendo con molta attenzione tutto quanto. E credo che sia in prima linea ad esigere esaurienti risposte. In generale credo si tratti di un Governo ancora piuttosto pulito e onesto, per gli standard politici nazionali ed esteri.

Sentendo e leggendo le notizie qui in Italia, hai avuto l’impressione che esagerassero qualche aspetto della vicenda?

Esagerassero è un eufemismo. Ad un certo punto ho preferito smettere di leggere ed ascoltare notizie un po’ perché avevo e ho continue notizie aggiornate e in tempo reale da amici e parenti in Giappone, un po’ perché ero stanco di arrabbiarmi a colazione, pranzo e cena per il gusto del tragico e del sensazionale che ritrovavo qui.

Non ci sono mai state scene di panico a Tokyo. Non c’è mai stato fuggi fuggi generale, solo un weekend lungo con annesso lunedì festivo. A Tokyo nessuno ha indossato la mascerina contro le radiazioni ma perché da noi è uso indossarla anche per un semplice raffreddore e in quel periodo c’è stata la fioritura dei cipressi giapponesi, al cui polline è allergica una gran parte della popolazione, me compreso ^^. La mascherina in questo serve a creare una barriera fisica al polline e non passare 5 minuti accovacciati a terra in preda all’asma ogni 200 metri di passeggiata, tutto qui. Altre notizie decisamente curiose in Italia sono state quelle riguardanti il cibo contaminato. Dovete sapere che i controlli giapponesi sul cibo sono strettissimi e i limiti più bassi che in buona parte del mondo. La famosa acqua contaminata a Tokyo (quella da non dare ai neonati) in Italia non avrebbe avuto allarme perché era sotto la soglia. Da noi i cibi sono controllatissimi e se un singolo prodotto risulta non idoneo, tutta la partita allegata, per sicurezza viene bloccata. Questo anche nel cibo per animali.

Altra piccola nota e poi la smetto, perché non voglio essere polemico ma solo precisare… le navi ci impiegano un mese dal Giappone all’Italia. Nessun ristoratore si sognerebbe di farsi arrivare i prodotti da là, soprattutto freschi come il pesce per un discorso di freschezza e di convenienza, soprattutto  in un paese circondato dal mare. Quasi ogni azienda di prodotti giapponesi ha fabbriche in Europa e in America per il mercato estero. Più comodo e meno spese. Quindi mi ha rattristato leggere su quotidiani italiani questi finti allarmismi sui nostri prodotti, dal momento che invece la nostra economia ha bisogno anche dei consumi stranieri e la sicurezza dei nostri alimenti è altamente garantita.

Cosa ne pensi del recente paragone tra Fukushima e Hiroshima? Ti sembra un paragone corretto?

Ho letto la domanda e sono rimasto perplesso. Hiroshima? Forse intendevi Chernobyl… Sinceramente non vedo nulla che colleghi Hiroshima (e Nagasaki, non lasciamola sempre indietro) a Fukushima. Non credo nessun giapponese abbia fatto questo paragone. Perché non c’è paragone. Sarebbe come accomunare la caduta di un meteorite e il un’eruzione vulcanica… che senso ha? Questo mi sembra un classico esempio di quello che definisco ‘attrazione per il drammatico a ogni costo’. Ci sono paragoni calzanti con Fukushima… Three Miles Island, Chernobyl, non certo lo sgancio di una bomba atomica. Non sono nemmeno certo ci siano gli elementi chimici in comune, visto che qui si parla di cesio e iodio 131, mentre nelle prime bome atomiche usarono uranio… suvvia… siamo seri…

Credi che l’energia nucleare sia ancora la soluzione migliore al problema energetico per quanto riguarda il Giappone? Non pensi che costruire le centrali nucleari in un territorio sismico sia stata una pessima idea?

Il Nucleare… è un discorso difficile. Da un lato non credo nel nucleare. Dall’altro ho sempre apprezzato le comodità che la mia società offriva. I treni veloci, puntuali e numerosi, le città luminose, l’aria condizionata in estate, i locali e i treni caldi in inverno, la tecnologia… sono nato nel momento della ripresa e ho vissuto la Bolla economica giapponese. Quello che ha fatto il mio paese unico, grande, moderno e invidiato dai molti è collegato all’energia elettrica in gran parte.

E’ stata una decisione azzardata? Naturalmente. Era una scommessa contro la Natura stessa, ma in un paese povero di risorse e in cattivi rapporti diplomatici con i vicini non c’erano, a parer mio molte altre soluzioni, all’epoca. E’ stata una sfida. Una sfida che ci ha permesso di diventare una nazione molto forte. Ma non si può tener conto del fatto che siamo solo umani e pertanto soggetti alla Natura.

Attualmente non so che rispondere, non ho una risposta. Credo che il nucleare stia diventando sempre più obsoleto, ma prima di poterci rinunciare completamente è imperativo trovare fonti alternative davvero ecologiche e svilupparle al punto di renderle efficienti. So che ce la possiamo fare ma al momento non penso che si possa fare da oggi al domani. E’ un passo importante che va fatto con cura. Fino ad allora, rinunciare al nucleare significherebbe, secondo me, porci di fatto al di fuori dell’economia mondiale più avanzata, motivo per cui, soluzione migliore o peggiore, è al momento una delle poche opzioni che ci sono. E, sperando che nel mentre non si verifichi un altro terremoto come o peggiore di questo (perché questo non è stato, di fatto “Dai jishin” il Grande terremoto, ma un terremoto che, pur molto forte, non è nemmeno il peggiore al mondo) non possiamo, secondo me, rinunciarci del tutto, ma impegnarci per delle alternative.

Ringraziamenti

Vorrei sentitamente ringraziare Hachiro che ha acconsentito a farsi intervistare e ha risposto alle domande in modo chiaro, esauriente e completo. Mi scuso per avergli rubato del tempo. Spero apprezzerete l’intervista.

, 350 articoli pubblicati

24 anni, amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice all'occorrenza. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia. Editor e podcaster su Skimbu.it, autrice per Androidworld.it.

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  • Anonimo

    Complimenti veramente interessante! ;)

    • Anonimo

      Grazie Fra :)

  • Anonimo

    Complimenti veramente interessante! ;)

  • pitfrak

    bellissimo articolo

    • Anonimo

      Grazie :) Ci tenevo a fare una bella intervista

  • http://www.skimbu.it Angelo Delicato

    Dici ad Hachiro che lo stimo immensamente! :)

  • http://twitter.com/theironrocker TheIronRocker

    Mark bell’articolo come sempre ;)

  • MrFuorifede97

    c’è un errore nella domanda 6: si chiama iodio 131…

    • Anonimo

      Corretto. Grazie della segnalazione ;)

  • http://www.skimbu.it Alberto Ziveri

    Grandioso