Conosci Jane McGonigal? E’ una game designer di fama internazionale che presenterà questa sera, al museo della scienza e tecnica di Milano, il suo ultimo libro: “La realtà in gioco” (edito da Apogeo) nel quale afferma una curiosa teoria: l’esperienza dei videogiochi può essere utile per raggiungere la felicità. Approfondiamo meglio questi aspetti!
I videogiochi e la felicità
Secondo Jane McGonigal (33 anni) giocare ad un videogioco suscita in una persona ottimismo, curiosità e impegno per raggiungere obiettivi ambiziosi. Ma queste sensazioni le viviamo soltanto quando giochiamo? La risposta è no, anzi, siamo in grado di poterle estendere per almeno 24 ore! Che dire, un gran bel risultato! La game designer distingue però i due mondi, quello della quotidianità e quello della fantasia, affermando però che molte sensazioni provate all’interno del videogioco, come quella di sentirsi eroi o persone di successo tendiamo a trasportarle nella vita reale. Il fatto che alcuni genitori giudicano diseducativi i videogiochi, afferma Jane McGonigal, deriva dal fatto che non distinguono lo stare davanti alla tv o al computer e l’effetto “benefico” che il videoogioco può provocare. Questa teoria è alla base di una importante ricerca condotta attualmente dalla Bond University.
Conclusioni
Secondo il mio parere occorre stringere il cerchio dei videogiochi educativi da quelli che invece non lo sono o non lo risultano. E’ vero, alcuni esaltano la felicità, la vittoria, ma ci sono anche videogiochi che incitano la violenza e che potrebbero innescare aspetti negativi nelle persone che giocano, soprattutto nei bambini.


