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La modestia, virtù o no?

Pubblicato da il giorno 17 maggio 2011

Qualche giorno fa prima che l’articolo riguardante i 5 modi per evitare truffe nell’app store (che ha effettivamente riscosso un discreto successo ed è piaciuto ai lettori) fosse pubblicato, l’admin di Skimbu Alberto Ziveri ha preannunciato su Twitter tale articolo come un “grande” articolo che sicuramente sarebbe stato utile a chi l’avesse letto. Questo tweet ha subito forti reazioni da un utente che ha criticato la modestia di Alberto. In questo articolo cercherò di spiegarvi la mia opinione riguardante la modestia in generale, si tratta di una virtù oppure no? Ecco il tweet per esteso che è stato fortemente criticato da un solo utente su Twitter:

Entro 20 minuti pubblico un grandissimo articolo.. Non vedo l’ora che lo leggiate.. è utilissimo e fatto benissimo

Chiaramente non discuterò del tweet, ma della modestia in generale e cercherò di spiegare secondo la mia opinione se la modestia è da considerare una virtù oppure no.

La modestia: la mia opinione

“Oh, ma certo, tu ritieni quell’articolo favoloso solo perché lo hai scritto tu, non è vero?”. È vero. Questa è la tipica reazione da parte di tanti nei confronti di chi non è modesto, o, in altre parole, esalta eccessivamente ciò che è da lui creato, anche in parte. Il che non sarebbe del tutto negativo, giacché credere in ciò che si fa è uno dei modi per trovare sicurezza in se stessi e continuare a fare una determinata cosa, proprio perché chi non è modesto è convinto di riuscire alla perfezione in un particolare ambito, pensiero che potrebbe spingere questa persona ad approfondire le proprie conoscenze in quel particolare ambito o, per essere più corretti, in quel particolare settore.

La modestia, così come l’ ho definita io nei periodi precedenti, può dunque essere sinonimo di fiducia in se stessi, ovvero nelle proprie capacità, sia intellettuali che pratiche. Tuttavia la modestia deve essere discostata dalla fiducia in se stessi, in quanto nonostante derivi da essa ha un’incidenza dal punto di vista sociale del tutto diversa. Mi sento quindi di definire la modestia come la capacità di un individuo di rimpicciolire i propri successi, quando illustrati oralmente o in forma scritta agli altri.

È proprio vero, infatti, perché esistono degli individui che nonostante siano riusciti a raggiungere dei risultati straordinari, tendono a sminuire e letteralmente rimpicciolire tali successi quando si trovano nella situazione di doverne parlare a delle altre persone, qualsiasi esse siano. Tuttavia, è raro che questi individui credano davvero nel “rimpicciolimento” dei propri successi, rimpicciolimento che nella mente può non esistere e può essere interpretato come un bisogno di non essere incolpato di scarsa modestia. Gli individui di cui abbiamo appena parlato, di conseguenza, possono essere definiti modesti anche se all’interno dei confini del proprio corpo i loro successi possono essere ritenuti addirittura la conquista più importante dell’umanità. Sono modesti, perché la modestia è una delle qualità che emergono esclusivamente nel rapporto con gli altri, e non nel rapporto con sé stessi. L’osservazione ci fa apparire evidente che le persone modeste sono generalmente apprezzate da chi le circonda. Domandarsi il motivo è del tutto legittimo, così come tentare di dare la risposta. Io credo che tutti, in fondo, siamo almeno un pochino egocentrici. Certamente, esiste chi lo è di più e chi di meno, ma l’ingrediente è comunque presente nella nostra personalità. Ed è questo ingrediente, impossibile da isolare e da rimuovere, che ci induce ad apprezzare i modesti.

Tutti crediamo di avere qualcosa che ci spetta, che spetta solo a noi. Giacché i modesti tendono a rimpicciolire i loro successi, veniamo consolati da questo rimpicciolimento, il quale non ci induce a pensare che quel qualcosa, che idealmente ci appartiene, ci possa essere sottratto dal nostro interlocutore. Un modesto, appunto.

La medesima reazione non esiste nei confronti di chi non è modesto. Chi non è modesto tende a non rimpicciolire e, frequentemente, tende ad ingrandire i propri successi, o presunti tali. Ed è proprio questo che spinge chi li circonda a non considerarli gradevoli: inconsciamente si pensa che i non modesti possano rubarci ciò che ci appartiene.

Appare quindi evidente che la modestia è una virtù, che favorisce l’inserimento sociale e l’accettazione, senza compromettere la fiducia in sé stessi o il raggiungimento dei propri obiettivi. Oh, se fossi stato più modesto in passato, ora avrei meno di cui pentirmi.

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Sviluppatore, amante dello scrivere e dello sport, dell' attualità e del mondo Apple. Nasco ad Atene nel maggio del '96 e mi trasferisco nella città natale di mio padre, Parma, nel settembre del 2000. Negli anni successivi mi appassiono all' informatica, all' astronomia, all' ufologia ed alla scrittura. Tali passioni mi portano al pubblicare un libro e a sviluppare applicazioni per iPhone insieme ad altri ragazzi. Pratico il judo da circa 10 anni, e ritengo le arti marziali non solo un' attività sportiva come tutte le altre, ma anche una filosofia di vita che tento di seguire ogni giorno. Come tutti i ragazzi della mia età, amo la buona musica: la mia band preferita sono i Queen. Mi considero molto umano e sono sempre alla ricerca di emozioni forti.

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  • aner

    Questo blog è ottimo, ma state attenti che chi è troppo sicuro di se non va da nessuna parte … Un blogger deve camminare a testa bassa, deve dare il meglio di se, e deve aspettre che gli alti commentino il suo lavoro, non deve essere lui a dire che ha scritto un bell’articolo, ma sta al lettore … E sto notando che questo blog, diciamo che si sente superiore … Occhio, ci vuole ben poco a levare dai preferiti un sito web …

    • Anonimo

      Hai ragione. Occhio a non generalizzare il blog con gli autori però ;)

    • http://www.skimbu.it Alberto Ziveri

      Non vedo cosa ci sia male ad avere autostima ed esser contenti di aver scritto un articolo che secondo la tua opinione è bello. Insomma credo che tutti hanno la semplice abilità di distinguere un articolo fatto bene da un altro fatto male.  Poi è ovvio che se sei convinto di una cosa saranno gli altri a criticarla in modo giusto e razionale. 

    • Stefano campagna

      Guarda che Skimbu non si pubblicizza affatto come il miglior blog sulla piazza: la filosofia che adotta è certamente “diversa” (ciò non significa migliore) rispetto ad altri blog; ma la diversità è un dato di fatto che non equivale alla vanità.

      • http://andreagerm.altervista.org Andrea Germanà

        Non ho detto che si pubblicizza come miglior blog sulla piazza, ma, in alcuni articoli, ci sono toni di superiorità nei confronti di altri … 

  • Wingmandodo

     Credo che la modestia di una persona sia anche negli occhi di chi lo giudica.
    Mi spiego meglio. Quando personalmente ho letto il tweet citato all’inizio della pagina, ero entusiasta e voglioso di leggere l’articolo; non ho quindi visto mancanza di modestia nelle parole di Alberto. Semmai attesa che speravo non fosse delusa.
    L’estremo opposto, penso si verifichi quando altre persone non hanno il mio medesimo sentimento di euforia misto attesa, nei confronti della persona che parla. E quindi giudicano con mancanza di modestia le parole dell’interlocutore.
    Con questo non voglio dire che la modestia o la superbia non esistano. Ma che sicuramente il giudizio di questi modi di fare è sempre personale e oggettivo.
    Concludo, dicendo che non era mia intenzione prendere il caso specifico per criticare nè una posizione nè l’altra, ma esclusivamente per esemplificare il mio pensiero.
    Matteo

  • Mark

    non credi che questo articolo sia un tantino presuntuoso? A me personalmente non è piaciuto, ho preferito quello sulla pigrizia pubblicato da Angelo Delicato. Qui hai messo in luce addirittura gli sbagli dei tuoi collaboratori sottolineando come Albyzzolo aveva annunciato il suo articolo. Secondo me, da utente, Alberto può permetterselo. Tu no.