
Pochi giorni dopo l’annuncio ufficiale al Google I/O 2011 (vi ricordo il mio articolo riassuntivo, nel caso ve lo siate perso) ho fatto domanda per la beta di Google Music. Il modo non è dei più onesti, perchè per poterne fare richiesta serviva un ip americano, ma ero decisamente troppo curioso. Dopo quasi due settimane dalla ricezione dell’invito vi riporto le mie impressioni sul nuovo servizio del grande colosso di Mountain View che porta la vostra musica nel cloud.
Music Manager
Music Manager è il piccolo software che vi consente di caricare nel cloud la musica che avete nel pc e di tenerla constantemente aggiornata e sincronizzata.
Una volta lanciato Music Manager finisce direttamente nella vostra barra delle notifiche e lavora senza disturbarvi. Cliccandoci con il tasto destro, troviamo lo stato della sincronizzazione e la possibilità di accedere alle Opzioni, al sito web e alla finestra per la risoluzione dei problemi; ovviamente ci sono anche Help, per aprire la relativa pagina online, e Quit, per chiuderne l’esecuzione.
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Quello che ci interessa maggiormente si trova in Options, dove troviamo le impostazioni divise in tre schede. Nella prima, Select Music, dobbiamo scegliere da dove cominciare a sincronizzare la musica; troviamo iTunes, Windows Media Player, la raccolta Music oppure Other folders, per scegliere una cartella diversa. La seconda scheda, Advanced, ci permette invece di decidere come uploadare la musica: manualmente, automaticamente o una volta ogni ora/giorno/settimana; qui potete settare anche la banda da dedicare all’upload, decidere se mandare informazioni sull’utilizzo a Google e se avviare il programma all’avvio del sistema. L’ultima scheda è il classico About con le informazioni sul software.

Music Manager è sicuramente il punto debole del sistema in Italia e in tutti quei Paesi in cui la connessione in upload è lenta come da noi. Io ci ho messo diversi giorni per caricare circa 2000 mp3 tenendo Music Manager aperto qualche ora durante la notte. Se volete usarlo tutto il giorno vi consiglio vivamente di settare la banda da dedicare all’upload, altrimenti potrebbe rallentare la vostra navigazione.
Sito web
La vostra musica nel web la trovate su music.google.com. L’interfaccia è davvero semplice: la parte più ampia della pagina è occupata dalla vostra musica, mentre a sinistra trovate le Playlist, gli Instant Mixes e ovviamente la possibilità di scegliere se visualizzare la vostra musica per canzoni, artista, album o genere.
In alto a destra troviamo Add Music e Get Android App che servono rispettivamente a scaricare Music Manager e l’app Music, mentre in basso ci sono i comandi del player. Nella barra di Google, non visibile nello screenshot qui sopra, abbiamo Settings, la cui funzione principale è la visualizzazione dei dispositivi che hanno accesso al servizio. Se volessi, ad esempio, revocare l’autorizzazione al mio smartphone, potrei farlo da qui.

Sono due le funzioni che ho apprezzato maggiormente presenti nel sito: Instant Mixes e la ricerca. Instant Mixes vi permette, selezionandone una, di generare un mix composto da 25 canzoni; naturalmente possiamo poi cancellarlo o cambiarne il nome. È un modo molto meno faticoso di creare playlist ma permette una personalizzazione minore, quindi l’utilizzo di questa funzione è legata al vostro modo di ascoltare musica: se siete patiti di album interi non la userete quasi mai, se siete per la riproduzione casuale invece potrebbe piacervi.
La ricerca l’ho apprezzata per via dei suggerimenti che compaiono durante la digitazione, che mi ricorda Zune.
L’app Musica
L’applicazione, Music o Musica che dir si voglia, è molto semplice. In portrait abbiamo 5 tab: Artisti, Album, Brani, Playlist e Generi; se mettiamo invece il telefono in landscape visualizzeremo solo il tab selezionato e per passare da una “categoria” all’altra basterà premere su quella attuale per visualizzare tutte le altre. Il player è minimale, proprio come quello presente nella versione per browser: vengono visualizzati la copertina e il nome dell’album, il titolo e l’ artista, oltre ai comunissimi tasti indietro, avanti e play/pausa. Il tutto risulta essere quindi molto intuitivo.
Per una panoramica completa delle funzioni dell’applicazione vi consiglio di guardare il video qui sotto.
In mancanza di un accesso alla rete l’applicazione mostra soltanto le canzoni che avete nella sd, mentre se siamo connessi avremo a disposizione tutta la nostra musica, con una riproduzione in streaming ottima, se non perfetta. Tra le impostazioni disponibili troviamo anche Stream music via Wi-Fi only e Download via Wi-Fi only che possiamo settare nel caso il nostro piano tariffario non includa il traffico dati oppure comprenda “pochi” Mb al mese.
Anche l’applicazione quindi è promossa, soprattutto se non avete particolari pretese nell’ascolto della musica. In caso contrario potrebbe pesare l’assenza di un equalizzatore, che porterebbe Musica al primo posto tra le app della categoria. Personalmente uso ancora PowerAMP che per completezza di funzioni batte l’app di Google, ma mi auguro ancora per poco.
Tiriamo le somme
Vi ho parlato dell’applicazione, del software e della versione web. Nessuno di questi si distingue per funzioni straordinarie, ma il servizio funziona bene e fa il suo lavoro egregiamente.
La riproduzione in streaming risulta essere molto fluida e il vantaggio di accedere ai nostri mp3 ovunque è innegabile. L’upload lento è qualcosa di cui non ci possiamo lamentare con Google perchè è un problema del nostro Paese e del livello da terzo mondo delle nostre adsl. Come avrete capito, non avrei disdegnato una maggior attenzione al player dell’applicazione, ma c’è sempre la possibilità che a Mountain View decidano di introdurre qualche novità.
Bisogna proprio dirlo: Google ha fatto le cose per bene.
E voi che ne pensate? Fatemi sapere con un commento se avete provato Google Music e come vi siete trovati.
