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IMAP e POP: le differenze for dummies

Pubblicato da il giorno 16 luglio 2011

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Ovviamente le differenze e le specifiche tecniche si possono trovare ovunque in rete, non solo nelle Request for comments (le famose RFC) che dettano legge ma anche su migliaia di blog, siti e su wikipedia stessa; questo articolo quindi vuole essere una breve guida informale sulle differenze a livello pratico tra i 2 protocolli, cioè quello che cambia all’utente comune utilizzando l’uno o l’altro e cosa conviene utilizzare a seconda degli scopi di ciascuno.

Premessa tecnica: IMAP (Internet Message Acess Protocol) e POP (Post Office Protocol) sono dei protocolli di comunicazione cioè delle regole sintattiche ed operative finalizzate alla gestione della posta elettronica da parte dell’utente finale; vengono gestiti da programmi ad hoc che si interfacciano con i principali server di posta elettronica quali Postfix, Exim, Qmail etc., e permettono lo svolgersi delle comunicazioni elettroniche.

Ultimamente, grazie ai client di posta elettronica sempre più evoluti, l’IMAP gioca a fare il POP e vice versa ma sono molto diversi. Non è una frase ad effetto ma la pura realtà, le differenze ci sono e sono fondamentali e possono davvero semplificare o addirittura cambiare in meglio il modus operandi di molti.

La differenza sostanziale tra IMAP e POP è che il primo è server-side, (a questo proposito credo che nell’immagine iniziale avrei dovuto mettere anche una freccia a destra della scritta IMAP per indicare la bidirezionalità) cioè invia input in remoto al server che compie le operazioni mentre l’altro lavora localmente.

Il protocollo POP

Quando noi configuriamo un account POP su di un client, che sia Thunderbird piuttosto che Mail o Outlook, questo si autentica sul server della posta elettronica, controlla i messaggi presenti in una determinata cartella che corrisponde alla posta in arrivo, e li scarica, applicando a questo punto tutti i filtri e regole impostate su di esso, tipo “sposta tutte le email provenienti da x nella cartella y” oppure marcandole come spam quando abilitiamo il controllo dello spam sul client.

Tutta la posta la teniamo sul nostro computer, questo significa che se mi collego subito dopo da un altro computer con un altro client o con la webmail non vedrò la posta che ho appena scaricato. Quasi tutti i nuovi client di posta però hanno un’opzione tipo “lascia una copia dei messaggi scaricati sul server”; questa permette appunto di mantenere tutti i messaggi arrivati sul server emulando il protocollo IMAP, ma cosa accade per i messaggi inviati? Se è vero che lasciamo una copia dei messaggi arrivati sul server, quelli inviati risiedono solo sulla piattaforma da cui li inviamo, nelle cartelle locali, e se ne cancelliamo alcuni, li cancelleremo solo in locale e mai sul server. Ciò significa, in parole povere, che POP prova ad assomigliare ad IMAP ma ci sono dei limiti tecnici invalicabili.

In sostanza il protocollo POP

  • Scarica la posta in locale.
  • Salva la posta inviata in locale, così come le bozze, i modelli e le note.
  • Tutte le operazioni sui messaggi, successive allo scarico, tipo: lettura, cancellazione, archiviazione, esportazione, salvataggio, risposte etc. avvengono in real time perchè avvengono in locale ma soprattutto sono possibili anche in assenza di connessione al server di posta.
  • E’ ottimale per chi gestisce posta elettronica da un’unica postazione o comunque non ha esigenza di sincronizzazione.

Il protocollo IMAP

Quando noi configuriamo un account IMAP su di un client, questo, una volta autenticatosi sul server di posta elettronica, questo comincia a leggere (di solito solo) le intestazioni dei messaggi in arrivo quindi in pratica i dati salienti, quali oggetto, mittente, destinatario, etc. In questo modo è in grado di leggere grandi quantità di messaggi in pochissimo tempo, ad ogni modo tutti i client di posta elettronica mantengono una sorta di cache delle intestazioni in modo da velocizzare questo processo già di per se parecchio veloce.

Controlla i messaggi già letti e quelli da leggere (che per inciso sul server risiedono in cartelle diverse) ed applica eventualmente delle regole impostate sul client quali ad esempio spostamenti di messaggi tra cartelle, segnalazione di spam, inoltro etc. ma i comandi vengono eseguiti sempre sul server così come le modifiche avvengono sul server, anche se nei client di posta elettronica di ultima generazione ci sono delle opzioni che ci permettono di mantenerlo sincronizzato anche in caso di assenza di connessione; però se operate in questa condizione non avrete la sincronizzazione delle diverse postazioni, cioè se ad esempio cancellate dei messaggi da una postazione ed in quel momento non siete collegati al server di posta queste modifiche non verranno applicate in remoto, quindi accedendo alla posta da un altro client imap o da una webmail, che per definizione lavora in IMAP, troverete i messaggi cancellati.

Le webmail sono dei client web più o meno complessi che lavorano in IMAP

Solitamente un account IMAP può creare cartelle al di sotto della propria cartella radice (che è impostata su INBOX di default su quasi tutti i client) quindi si potranno creare cartelle a proprio piacimento ma dovremo ricordarci di sottoscriverle tutte o di non sottoscriverle, a seconda delle esigenze, nel momento in cui andremo a configurare lo stesso account su di un altro client.

Per Gmail il discorso è un pò differente perchè la directory radice è sempre INBOX ma conviene configurarla come [GMail]

In sostanza il protocollo IMAP

  • Scarica in locale solo l’intestazione dei messaggi.
  • Può salvare posta inviata, bozze, modelli, note etc. in remoto.
  • Per operare ha bisogno di essere connesso al server di posta, salvo casi di sincronizzazione locale.
  • E’ indirizzato a chi fa un uso intensivo della posta elettronica da diverse postazioni ed in diversi momenti della giornata, rendendo trasparente il passaggio da una postazione all’altra.

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Nasco nel 1977, vivo a Teramo la mia infanzia, tra Super NES, super Famicom, C64 e proseguo con Sega Dreamcast, Amiga e PC 286; proseguo anche gli studi oltre ai giochi, terminando con la maturità scientifica. A 18 anni apro la mia prima società di servizi informatici, nello specifico Grafica 3D, ai tempi del primo Maya della Alias, della piena maturità di Softimage e del primo 3d studio max. Seguendo il mercato apro una società per lo sviluppo di software web-oriented che gestisco tutt'ora assieme al mio socio Andrea. Adoro la tecnologia, mi piace il buon cinema quindi odio i cinepanettoni, mi piace leggere di tutto, da Tolkien a Faletti, da Dick a Smith passando per Patterson.... Mi diletto con la fotografia ed ho la PS3.

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