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Dopo 168 anni di scandali giornalistici, chiude il famoso tabloid britannico che ogni domenica regalava ai suoi lettori scoop (o bassezze, secondo i punti di vista) sulle celebrità, talvolta esclusivi e sconvolgenti. La chiusura si è resa necessaria in seguito ai recenti sviluppi della questione che lo vede coinvolto nello spionaggio telefonico. Rupert Murdoch, CEO e Chairman di News Corporation, la società che possiede – tra i tanti – News of the World, sembra incassare umilmente la sconfitta annunciando la chiusura del tabloid incriminato in tempi rapidi. Vorrà forse nascondere qualcosa?

News of the world: Copertina dell'ultimo numero del tabloid

Cos’è successo

Non è una questione sorta nell’ultimo mese. Sulla scia di uno scandalo che vede le sue prime manifestazioni a partire dal lontano 2005, lo scorso 7 luglio 2011 è stata annunciata la chiusura del noto tabloid britannico. Ma perché? Facciamo un breve excursus.

Spionaggio reale

A partire dal 2005 alcune personalità della Famiglia Reale britannica scoprirono che qualcuno accedeva alle loro caselle di segreteria telefonica: alcuni messaggi nuovi venivano invece archiviati come se fossero stati già ascoltati.

Come spiega Francesco Costa, giornalista per il Post, è inesatto parlare di intercettazioni: infatti in questo caso le informazioni si carpivano mediante l’ascolto dei messaggi lasciati in segreteria, e non con l’ausilio di strumentazioni che registravano le conversazioni attivamente. Gli inglesi parlano, riferendosi allo scandalo “News of the World”, di phone hacking.

Iniziarono così le indagini della Polizia britannica attorno alla vicenda. Nel giro di due anni vennero arrestati e condannati un giornalista e un investigatore privato legati al tabloid News of the World, che all’epoca era diretto da Andy Coulson.

Chi è Andy Coulson

Direttore del News of the World durante i primi sviluppi della vicenda, ha sempre negato la sua conoscenza di queste pratiche utilizzate dai giornalisti della testata. Nel 2007 diventa direttore della comunicazione per il Conservative Party e, con l’elezione del conservatore Cameron a Primo Ministro nel maggio 2010, Coulson viene nominato direttore della comunicazione per il governo britannico.

L’intervento della politica

Data la rilevanza politica dell’intera questione e il potenziale distruttivo del materiale che il tabloid collezionava, anche la Camera dei Comuni (una delle due assemblee che costituiscono il Parlamento britannico) inizia a fare le sue ricerche. A inizio 2011 giunge al verdetto: accusa News of the World per usare comportamenti scorretti nella gestione dell’attività giornalistica.

Lo spionaggio non si ferma

Arriviamo ai giorni nostri. Continuano ad emergere strani casi di messaggi telefonici nella segreteria già ascoltati e non più segnalati come nuovi. David Cameron chiede di avviare una indagine per valutare lo stato di questo spionaggio ormai incontrollabile. Andy Coulson si dimette dalla propria carica di direttore della comunicazione del Governo: le sempre più numerose interviste rilasciate da suoi ex giornalisti lo dipingono come un personaggio chiave nello spionaggio, con un ruolo attivo e ben definito.

News of the World: squalo tra squali?

Dall’indagine in corso emerge che non era solo il News of the World a intrufolarsi nelle segreterie telefoniche importanti. Si tratta di una rete di tabloid che avevano imparato a sfruttare questo sistema per ottenere scoop capaci di tenere un alto livello di vendite.

Gli spiati

Alcuni tra i casi più eclatanti:

  • Famiglia reale
  • Milly Dowler, una teenager scomparsa e poi ritrovata deceduta
  • Soldati britannici e loro parenti
  • Gordon Brown, ex Primo Ministro

Una questione ancora in corso

Dopo lo scoppio di questa vicenda, anche gli Stati Uniti d’America hanno avviato indagini (attraverso l’FBI). Ieri, 16 luglio 2011, si è dimesso Les Hinton, CEO di Dow Jones e uomo di fiducia di Rupert Murdoch. Giorno dopo giorno sembrano saltare le pedine di un gioco sporco che rischia ormai di essere scoperto.

Conclusione

Sembra che tutte le informazioni che ad oggi si conoscono riguardo News of the World, Rupert Murdoch e i metodi usati dai suoi giornalisti, siano soltanto una piccola parte di un sistema marcio ben più grande. Non a caso, l’attore britannico Hugh Grant ha denunciato pubblicamente l’assenza di controlli e regolamentazione nei confronti dei tabloid. Questa vicenda ha una grande portata politica e potrebbe essere utilizzata dai governi per giustificare riduzioni della sacra libertà giornalistica. Stiamo a vedere.

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Il mio nome è Altieri Gianmarco, classe 1988, vivo a Rovigo - Veneto. Ho conseguito la maturità tecnica commerciale (ragioniere programmatore) con votazione 100/100. Dopo una esperienza lavorativa in ambito bancario, sono tornato agli amati studi iscrivendomi al corso di laurea Studi internazionali ed Europei presso l'Università degli Studi di Padova - Facoltà di Scienze Politiche. Le mie grandi passioni sono l'economia, l'informazione, il web e la creatività. Nella mia tasca porto sempre qualcosa: il mio Mac, il mio Android, tante idee pulsanti e determinazione.

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