I grandi colossi dell’informazione in Italia e all’estero non sono più soli. Una grande ondata di giornali indipendenti acquista sempre più popolarità, mietendo un successo dopo l’altro. In questo articolo ti voglio mostrare soltanto i migliori tra loro, ovvero i pionieri della nuova era digitale.
L’informazione è tutto: ha il potere di alimentare conflitti e discordie, così come di riappacificare persone e paesi. Nella nuova era del web 2.0 (o forse 3.0?) i siti che si occupano di news assumono un ruolo ancora più centrale, operando in sinergia con i social network e tessendo legami sempre più stretti con i lettori (in alcuni casi, il lettore diventa egli stesso giornalista, con tutti i pro e i contro della faccenda).
Tanti ci credono, pochi ci riescono
Fare informazione non è facile. Fare informazione in questo momento storico lo è ancora meno. Rimandando ad un altro momento le considerazioni sul giornalismo tradizionale e su quello online, il tema dell’informazione indipendente è particolarmente caro ai webusers. Non è un caso che i migliori siti di news indipendenti abbiano strutture web (design, usabilità, innovazione) all’avanguardia e in alcuni casi addirittura migliori rispetto ai grandi colossi tradizionali d’informazione. Le piccole start-up di informazione sono figlie del web, e si trovano nativamente a proprio agio con i social network e con le nuove frontiere di internet. Farsi spazio non è comunque facile: tanti ci credono, pochi ci riescono. L’utente del web è molto esigente e la sua sete di notizie (per gli economisti leggasi domanda) è elastica: se un servizio di informazione non lo soddisfa, in meno di 1 secondo fa click su un altro sito. Per questo motivo, chi vuole fare informazione online è chiamato ad una dura prova: soddisfare l’insoddisfabile.
Il successo del giornalismo indipendente: 4 casi italiani
Ora ti presento 4 casi italiani di giornalismo indipendente: il Post, Linkiesta, Lettera43, Giornalettismo. Non sono gli unici, ma questi sicuramente si contraddistinguono per funzionalità del sito web, organizzazione dei contenuti, grafica e design, qualità degli articoli.
Il Post
Online dal 20 aprile 2010 e diretto da Luca Sofri, il Post fornisce contenuti chiari e aggiornati. Le firme sono autorevoli e non: si bada alla qualità. Le sezioni da segnalare sono “Tutto il Post minuto per minuto”, uno stream delle ultime notizie in tempo reale, e Super Blog, in cui si aggregano i post provenienti dai blog di tutti gli autori. Da segnalare, la possibilità di giungere alle hot news, attraverso le parole chiave della giornata, le vignette di Makkox e le raccolte fotografiche ad alta definizione sempre aggiornate.
Linkiesta
Testata nata nell’autunno del 2010, diretta da Jacopo Tondelli. Linkiesta produce delle infografiche, a sostegno delle numerose inchieste promosse, davvero ben fatte, sotto il profilo della chiarezza e della grafica. Da segnalare: le graphic novel, che raccontano i casi della cronaca politica e storica, e la fotogallery sempre aggiornata.
Lettera43
Testata diretta da Paolo Madron. Lettera43 si definisce “quotidiano online indipendente” e lo slogan è in effetti calzante. Grafica omogenea, una meravigliosa gallery fotografica, una applicazione gratuita per iPad sono le perle di questo giornale online. Da segnalare, le top news in home page, la rassegna stampa internazionale e i tag più utilizzati della giornata (“temi caldi”).
Giornalettismo
Fa parte del network Liquida ed è diretto da Alessandro D’Amato. La grafica di Giornalettismo è piacevole e da segnalare c’è sicuramente la categoria delle vignette e la sezione “la frase” in cui vengono citati anche i post dei lettori via Facebook. Un modo per stringere il legame editore-lettore. Come gli altri, presenta una sezione dedicata alla multimedialità.
Cos’hanno in comune
Questi esempi di giornalismo indipendente senza miliardi di Euro alle spalle funzionano. Ma perché? Dietro c’è un sapiente utilizzo dell’integrazione con i social network, autori capaci di stimolare fin dal titolo il lettore, notizie aggiornate continuamente, inchieste e dossier che raccontano i difficili fatti con l’ausilio di grafiche illustrate e di schemi (anche per chi si è perso qualche puntata). L’idea alla base, in sostanza, è quella di dover far colpo su un panorama vastissimo di utenti che però possono essere accomunati da un aspetto fondamentale: tutti abbiamo poco tempo per leggere, vogliamo notizie flash chiare su cosa accade ma allo stesso tempo, alla sera sul divano con l’iPad in mano, cerchiamo articoli ben spiegati e dettagliati su cosa è successo durante la giornata/settimana/mese/anno.
Il ruolo dello Huffington Post
Lo Huffington Post è stato il primo sito di informazione che dalla connotazione di “web blog” si è fatto strada tra i grandi del giornalismo. Oggi non possiamo più includerlo tra le risorse informative indipendenti in quanto fa parte da qualche tempo dell’impero AOL – America On Line. Ispirarsi all’avventura di Arianna Huffington, storica direttrice del giornale, è senza dubbio fondamentale per orientare il metodo dell’informazione indipendente verso la strada del successo.





