
In molti non hanno mai aperto un Terminale e la maggior parte di quelli che lo hanno usato hanno semplicemente fatto un copia ed incolla di stringhe riportate nei passaggi di una qualche guida, senza sapere precisamente cosa si stesse facendo. Eppure tutti i sistemi operativi Unix e Unix-like, come Linux e Mac OSX, dispongono di un Terminale: strumento molto potente, flessibile e ricco di funzionalità di cui tanti sviluppatori ed esperti informatici non potrebbero fare a meno. Allora perché la stragrande maggioranza degli utenti lo ignora completamente?
Il vecchio Terminale
La risposta è semplicissima: perché fa paura! Ebbene si, ormai le avanzate interfacce grafiche hanno sempre di più abituato l’utente ad un ambiente “user friendly” che si prendese cura di lui e lo guidasse nel suo lavoro. Il Terminale, il “vecchio” Terminale, invece, non ha mai subito nessun restyling, rimanendo inalterato nel tempo. Visto da sempre come un toolkit riservato ai soli “addetti ai lavori”, nessuno si è mai preoccupato di addolcirlo e di fornigli neanche un abbozzo di interfaccia grafica. Così, l’utente, che per caso si imbatte in una schermata del Terminale, si ritrova come in quelle vecchie avventure testuali dove non si sa che fare e niente suggerisce una via d’uscita. Il concept del Terminale risale agli anni ’80 ed è ormai un elemento fortemente anacronistico nei moderni sistemi operativi dotati di sempre più complesse e avanzate interfacce grafiche.
Il nuovo Concept

Un brillante Ingegnere Informatico di nazionalità belga, Steven Wittens, conosciuto come @Unconed, ha deciso di riscrivere il terminale per renderlo uno strumento accessibile a tutti. Il suo lavoro, Termikt, questo è il nome che gli ha voluto dare, risulta ancora in fase beta e con qualche bug, ma l’idea che sta alla base è tanto banale quanto geniale; come, d’altronde, tutte le buone idee. Ha dotato il terminale di un’interfaccia grafica “user friendly”, aggiunto delle funzioni di autocompletamento del testo, inserito dei comandi più semplici ed intuitivi e ha condito il tutto con numerose funzioni accessorie, come la visualizzazione di immagini o di interi video. Queste sono le parole di Unconed:
“So while I agree that having a flexible toolbox is great, in my opinion, those pieces could be built a lot better. I don’t want the computer equivalent of a screwdriver and a hammer, I want a tricorder and a laser saw. TermKit is my attempt at making these better tools and addresses a couple of major pain points.”
L’obiettivo è quello di rendere il Terminale appetibile almeno a quella fascia di utenti disposta a sudare un po’ per impararne il funzionamento. L’idea è di allargarne il più possibile l’utenza, in maniera tale che sempre più persone familiarizzino con questo importantissimo strumento alla base di tutti i sistemi operativi Uniux e non solo. Naturalmente gli utenti più vecchi, abituati con il vecchio Terminale storceranno un po’ il naso di fronte a queste novità, ma è come tutti i cambiamenti, c’è chi li digerisce e chi no.
