Si parla abbastanza, ma forse non quanto si dovrebbe, di questa nuova tecnologia – nuova per modo di dire – di archiviazione di massa dei nostri dati. Quello che dobbiamo sborsare per accaparrarcela (ma le cose stanno notevolmente cambiando) forse, e per il momento, la interdice ai più, impedendo la diffusione di quella che reputo personalmente essere la miglior soluzione allo stato attuale per dare nuova ‘linfa’ ai nostri computer, poco importa in questo caso se trattasi di mac o di pc.
Cerchiamo di capire nelle prossime righe di che cosa stiamo parlando.
Che cos’è?
Partiamo col dire che SSD sta per drive a stato solido. Trattasi dunque di una tipologia di dispositivo di memoria di massa che utilizza, per l’appunto, memoria flash per l’archiviazione dei dati.
Tali dispositivi vengono spesso chiamati impropriamente dischi a stato solido, enfatizzando in questo modo che essi prendono il posto dei canonici dischi rigidi con cui siamo abituati a trattare quotidianamente.
Tale termine è senz’altro scorretto, non essendoci all’interno degli SSD nessun disco, di nessun tipo.
Le unità a stato solido si basano invece sulla memoria flash di tipo NAND per l’immagazzinamento dei dati, sfruttando l’effetto tunnel per modificare lo stato elettronico di celle di transistor. Per tal motivo essi non necessitano di parti meccaniche, magnetiche o quant’altro, cosa che fornisce indiscutibilmente diversi vantaggi.
Non starò qui a soffermarmi di più su cosa siano le memorie NAND, e su quali concetti fisici si basi l’effetto tunnel, altrimenti rischiamo di trasformare questo pezzo in un mini-trattato di fisica-elettronica. Per i più curiosi, ad ogni modo, lascio sotto alcuni link di approfondimento attraverso i quali potrete saziare la vostra fame di sapere.
Cosa cambia?
Benchè il ‘come funziona’ talvolta possa anche risultare interessante, credo sia il caso di passare a rispondere ad alcune spesso banali ma fondamentali domande che molti di voi già si staranno facendo ; ma in fin dei conti cosa cambia? Quali differenze noterò durante il quotidiano ‘smanettamento’? Vale la pena spenderci un po’ di soldi? Perché, parliamoci chiaro, le innovazioni tecnologiche in quanto tali vanno bene, ma magari non benissimo. Meglio che esse portino vantaggi tangibili a noi utenti, e nel mio caso così è stato.
L’ormai vecchio HD del mio macbook, un’unità più che dignitosa, negli ultimi tempi, pieno zeppo com’era, arrancava niente male. Nel momento in cui mi sono deciso a fare il ‘grande passo’ sapevo innanzitutto di dover rinunciare a un po’ di spazio perché, come è noto, non ci si può permettere di acquistare (a meno di non voler spendere quasi quanto un discreto portatile) SSD con capienze faraoniche. Il prezzo da pagare (in termini di Gbyte) è stato tuttavia ampiamente ricompensato dall’incremento prestazionale, che si vede proprio ad occhio nudo.
Vale la pena?
Permettetemi di spiegarmi meglio: la caratteristica che più voglio dal mio computer è che risponda velocemente ai miei comandi. Potrei anche passar sopra al fatto di dover aspettare qualche secondo in più se sto convertendo un filmato, o se devo trasferire un file di grandi dimensioni, ma proprio non riesco a sopportare i ritardi nell’apertura di programmi, nella navigazione web, e in tutte quelle attività in generale che richiedono l’interazione con me medesimo. Su questo punto posso dirmi contentissimo del mio acquisto. E’ tutto molto rapido, in un paio di secondi di orologio si riescono ad aprire praticamente tutti i software e persino Final Cut Pro (un software di editing e montaggio video professionale su mac), che solitamente mette a dura prova qualunque tipo di unità di storage, mi sta dando delle grandi soddisfazioni.
In definitiva, mi sento solamente di dirvi questo : se ne avete la possibilità è un acquisto che vi consiglio. Garantirà alla vostra macchina una marcia in più. Parlare in senso assoluto non mi piace in questo caso, anche perché i prezzi per gigabyte di questo tipo di unità sono ancora piuttosto altini. E’ il futuro del data – storage? Non ho la palla di cristallo, ma l’ago della mia bilancia pende più verso il si.

