Oggi vi parlo di un fenomeno abbastanza diffuso e pericoloso, sebbene sia avvolto nell’ombra di chi non conosce le cosiddette paroline magiche: sto parlando di “Pro-Ana” e “Pro-Mia”, atteggiamenti, modi di fare, gruppetti di ragazzine adolescenti che mettono la propria vita in pericolo senza che a volte i genitori si rendano conto di cosa sta succedendo.
È una filosofia virtuale condivisa da giovani ragazze con il pallino del fisico perfetto, usando quella che di per sé è una vera e propria malattia: i disturbi alimentari, ossia l’anoressia e la bulimia.
In questo articolo spiegherò l’origine del fenomeno, perché è pericoloso, i siti in cui si sviluppa e una breve parentesi su cos’è davvero ciò che molti definiscono un capriccio adolescenziale, come scrivevo prima, i famosi DCA (“Disturbi del Comportamento Alimentare“)
Lettura sconsigliata ai più sensibili.
Pro Ana e Pro Mia
Sono degli atteggiamenti di positività e di sostegno all’anoressia e bulimia (rispettivamente, ana e mia) tenuti in luoghi virtuali da ragazzine che hanno appena raggiunto la pubertà o purtroppo anche più grandi; basta infatti cercare su Google le sigle che vi ho appena scritto che appare il fenomeno in tutta la sua grandezza.
Cliccando sul primo risultato in lingua italiana si nota che effettivamente Blogger, il servizio di blogging gratuito di Google, blocca la visione ad un pubblico di minori di 18 anni, ma il sito è frequentato anche da minorenni in preda ad un unico solo obiettivo: perdere peso per sentirsi bene e trovare qualcuno con la loro stessa filosofia che le consoli, le aiuti e le dia consigli per sentirsi bene con sé stesse.
La Malattia
L’Anoressia e la Bulimia e qualsiasi altro disturbo alimentare in generale, al contrario di quanto viene mostrato da questi blog e da queste correnti filosofiche giovanili, sono delle malattie psichiche a tutti gli effetti che consistono nell’alterazione dell’immagine del proprio io riflessa allo specchio; ciò significa che queste malattie non hanno di base il non vedersi belle perché non magre, il sentirsi sovrappeso, ma la vera chiave di ciò che diventa patologia è il non sentirsi degne di esistere, il voler scomparire.
La malattia parte da traumi infantili o meno che non hanno espressione massima nella visione di sé allo specchio, ma in un disagio o vuoto incolmabile che porta ad un lento degrado dell’individuo verso la vera e propria patologia.
Le cause scatenanti possono essere tante e varie, un rapporto soffocato con la famiglia (mancanza di dialogo dove l’anoressia funge da modo di comunicare un disagio profondo), violenze sessuali (desiderio di non voler più essere carne per non provocare, per scomparire) per citare le più gravi, ma anche la società che enfatizza il modello della magrezza=bellezza, profondi disagi in un rapporto di coppia e via dicendo.
La Differenza
Chi è davvero malata non enfatizza il comportamento anoressico, anzi; molte donne che soffrono del disturbo anche se non lo identificano come tale, sanno che non va mitizzato, non va consigliato; l’anoressia e la bulimia non si trasmettono, non si infettano come un normale raffreddore, chi soffre del disturbo non scrive che dieta segue perché non segue nessuna dieta, vuole solo non pesare per non esserci al di là dello specchio, non per essere più bella. A questo punto bisogna chiedersi: allora da cosa nasce questo fenomeno virtuale del Pro-Ana?
Lo Sviluppo dei Pro-Ana
Dapprima fu Splinder, il noto servizio di blogging che andava di moda qualche anno fa, ma anche Myspace, Blogger e di recente Facebook sono assaliti da questa piaga. Perché qualcuno vorrebbe cercare le parole chiave su Google? Non certo per morire, non certo per diventare anoressica, poiché anoressiche non si diventa, un po’ come dire: voglio diventare un malato di cancro.
No, la parola anoressia viene associata spesso ed erroneamente ad uno status sociale dove l’individuo desidera raggiungere la magrezza bellezza, come ho scritto più su. Cosa cercano le ragazzine quando entrano o creano un blog Pro-Ana? Cercano consigli, aiuti, affetto, sostegno, ciò che non hanno nel mondo reale per miliardi di motivi che loro assimilano in un unico modo: per farmi notare devo essere bella. E per il solito binomio che non sto qui a ripetere, la ragazza o il gruppo di ragazze si trova a scrivere i propri sentimenti, i propri traguardi, le foto dei loro modelli e le loro foto, a volte troppo forti per essere viste.
Skimbu non vuole linkarvi nulla di tutto ciò, non vuole mostrarvi qualcosa che potrebbe turbare anche la persona meno sensibile, ma vuole porre luce su questo fenomeno che esiste e tuttavia non viene forse nemmeno segnalato troppo spesso.
I genitori non sanno cosa succede al figlio al di là di uno schermo, alle volte nascono delle cose belle come l’informazione, il fare gruppo per un interesse comune (come noi che scriviamo in questo blog), scoprire del nuovo, nuove culture, nuove persone.
La rete diventa un pericolo quando delle letture istigano delle ragazzine non ancora formate nel proprio io a fare qualcosa di sbagliato per la propria vita, e non intendo il “se ascolti musica meta sei satanista” o “se giochi ad un videogioco violento potresti voler uccidere”; qui si parla di blog incontrollati dai provider, di ragazzine non controllate e non aiutate, che non istigano alla bellezza bensì al possibile malessere fisico e psichico di una persona, poiché dalla malnutrizione e dal sottopeso si arriva molto facilmente alla morte.
In definitiva, i blog e i gruppi Pro-Ana e Pro-Mia sono un fenomeno non sotto le luci dei riflettori ma sempre presente e in crescita, perciò se vedete qualcosa del genere, provvedete a segnalare ai social network o al provider di servizi di blogging.
Il sito Briciole di Pane, infine, può essere utile per qualsiasi cosa che riguardi i disturbi alimentari.


