Se per qualche strano motivo pensavamo che il vintage fosse un attributo utilizzato nel linguaggio comune solo per i vestiti e la moda in generale, ci sbagliavamo. Infatti pare che anche la tecnologia, pur avendo il compito di innovare, preservi qualche esemplare al passo coi tempi a livello di architettura hardware ed esteticamente vintage. E’ il caso del nuovo Commodore 64x che scopriremo oggi in questo articolo!
Vintage
Mi è sembrato giusto ricordare attraverso poche righe il significato di questa parola, utile per capirne il nesso con il contenuto tecnologico di questo articolo:
Vintage è un attributo che definisce le qualità ed il valore di un oggetto prodotto almeno vent’anni prima del momento attuale e che può altresì essere riferito a secoli passati senza necessariamente essere circoscritto al Ventesimo secolo. Gli oggetti così definiti sono considerati oggetti di culto per differenti ragioni tra le quali le qualità superiori con cui sono stati prodotti, se confrontati ad altre produzioni precedenti o successive dello stesso manufatto, o per ragioni legate a motivi di cultura o costume.
Cos’è il Commodore
Prodotto negli anni settanta dalla celebre Commodore International Limited, il Commodore è stato un modello di personal computer in grado di offrire un impatto ed un significato “diverso” di questo tipo di apparecchio. Infatti è stata questa società a trasformare il PC da un calcolatore di uso in ambito scientifico e sperimentale, che ne determinava il suo alto costo, in un calcolatore-oggetto di uso e bene comune, con costi inferiori e di conseguenza abbordabili. Questi modelli avevano una caratteristica molto moderna (basti pensare che il periodo di attività fu dal settanta agli anni novanta), in quanto i loro componenti hardware (processore, ram ecc.) furono organizzati in modo tale da occupare meno spazio possibile. Viste le allora dimensioni dei monitor crt, fu scelta la tastiera come case stesso per il PC (al contrario di oggi, in cui i monitor fungono da case). L’azienda cessò l’attività nel novantaquattro ed è incredibile che oggi, dopo vent’anni, il look di questo calcolatore sia tornato alla ribalta più in forma che mai attraverso una nuova società, la Commodore USA. Questa nuova azienda, fondata appena un anno fa, si è data come obiettivo lo sviluppo e la produzione di PC dal look retro e da una potenza variabile in base a due principali modelli.
Commodore 64x
Questo modello è pressappoco identico al Commodore 64; a cambiare le carte in tavola ci sono, nel modello base (999 $), un processore Intel Atom ed un chipset grafico (GPU) Nvidia Ion 2. Nel mese di agosto è stata presentata e commercializzata la versione Extreme (1499 $) che vanta un processore Intel Core i7 2.2 Ghz, 8 GB di ram, scheda video Intel HD e 3 TB di hard Disk. Se vi stavate chiedendo quale tra i sistemi operativi questo calcolatore fosse capace di eseguire potete stare tranquilli: tutti, a patto che nel caso di Mac e Windows il sistema sia a 32 bit. Le prime unità vendute presentavano sulla tastiera il logo di Windows mentre successivamente lo stesso è stato rimpiazzato con la lettera C (Commodore). Nativamente occorre specificare che il PC viene venduto con Ubuntu 10.10, ma in futuro Commodore è intenta a lanciare i suoi prodotti con il sistema operativo Commodore OS, una distribuzione basata su Linux Mint e Debian con interfaccia grafica Gnome 2, la cui beta è stata rilasciata l’undici novembre scorso. Sul sito web potrete trovare altre caratteristiche opzionali come il supporto ottico Blu-Ray disc.
La parola ai consumatori
La risposta da parte del mercato si è fatta sentire positivamente, con 20.000 unità vendute nel mese di giugno. Un vero e proprio successo legato sicuramente al design popolare negli anni ottanta.
Opinione personale
Trovo coraggiosa questa azienda che da subito ha messo in chiaro come anche la tecnologia possa andare avanti da un lato e dall’altro dare uno sguardo al passato. Da sempre design, funzionalità e prestazioni sembrano in crescita ed evoluzione a pari passo. Questa corrente contraria è affascinante e, per i nostalgici, una ciliegina sulla torta.




