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Sherlock Holmes, qualcosa di nuovo inventato da Guy Ritchie

Pubblicato da il giorno 17 dicembre 2011

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Per i cinefili, il 16 dicembre 2011 è stato un grande giorno, infatti è uscito Sherlock Holmes: Gioco di Ombre. Dato che, come immagino a molti di voi (l’ho dedotto dai numerosi tweet su Twitter), è piaciuto il primo episodio, non mi sono fatto mancare il secondo film al day one. E devo dire che è stato molto interessante, in certi versi simile al primo, in altri molto diverso. In questo articolo ho voluto esporre alcune delle mie impressioni avute…

Immagine anteprima YouTube

Introduzione allo Sherlock Holmes di Guy Ritchie

Dopo un grande successo al botteghino nel 2009 con mezzo miliardo di dollari di incassi, Guy Ritchie, il regista del film, ha deciso di registrare un secondo episodio, ed ecco che il 16 dicembre 2011 è uscito Sherlock Holmes: Gioco di Ombre, già preannunciato come un grande successo. Per chi sicuramente avrà visto il primo episodio, sarà rimasto sorpreso da alcune scene chiave che probabilmente hanno determinato il successo del film:

  • Quando Holmes riesce a mettere a terra degli avversari prevedendo ogni minimo loro movimento anticipatamente
  • Quando la genialità del classico investigatore non si realizza attraverso degli indizi, ma attraverso l’osservazione attenta dei minuscoli dettagli, che pare più un metodo scientifico che investigativo.
  • Sherlock Holmes non è stato reso l’investigatore tipico, magro (come descritto anche nei libri) e solitamente incapace di combattere fisicamente. Sherlock Holmes nel film di Guy Ritchie è un esperto di arti marziali e allo stesso tempo geniale.
  • Guy Ritchie ha reso il film a tratti comico, forse ispirato dal Dottor House (che è stato probabilmente colui che ha introdotto la genialità comica nei film in un modo tutto nuovo). Sherlock Holmes infatti è una figura geniale ma a volte ingenua, sbadata o che indaga a volte anche in modo ridicolo, assumendo strani travestimenti.
  • L’utilizzo di (semi) verità scientifiche e linguaggi tecnici hanno reso il film quasi reale.
In più una colonna sonora perfetta realizzata dal grandissimo Hans Zimmer e una serie di effetti speciali eccezionali ma non invadenti hanno permesso il successo di questo film. E devo dire che il successo non si nota dalle statistiche del botteghino, ma dalle voci che circolano tra amici e sui social network, non ho ancora sentito nessuno dire che il film non è stato di suo gradimento, magari c’è chi non ne è rimasto entusiasta, ma molti sono coloro che ne sono rimasti esterrefatti.

Le differenze con il primo

La prima differenza che gli uomini noteranno tra il primo e il secondo è la scarsa presenza della bella attrice Rachel Mccadams, che sparirà dalla scena dopo i primi minuti del film, il suo non sarà un bel destino… Scherzi a parte, il secondo film è sicuramente molto più dinamico. C’è molta più azione e molti più effetti speciali. Se il primo non era piaciuto alle donne, il secondo probabilmente confermerà Sherlock Holmes come un film molto d’azione. Nonostante questo ci sono degli elementi che attutiscono l’azione, la comicità e qualche donna in mezzo rendono il film sicuramente più leggero rispetto ad altri film ben più da “maschi”. E in ogni caso, le scene con più effetti speciali sono veramente ben realizzate, ci sono delle scene in slow motion con una qualità che sinceramente non ho mai visto. Per la cronaca, gli effetti speciali sono stati realizzati da un’emergente casa di produzione di effetti  speciali: BlueBolt.

Oltre a più azione, Guy Ritchie ha insistito molto sugli elementi di successo del primo episodio. Ha mantenuto i combattimenti con previsioni anticipate di Holmes, forse comunque non così netti come nel primo film ma soprattutto ha puntato molto sulla capacità di travestirsi di Holmes, che nel primo episodio si era notata in una sola scena. Nel secondo film Holmes impara addirittura a mimetizzarsi.  E non mancano le scene in cui Holmes esperimenta nuovi prodotti sul cane. E dunque, cosa c’è di nuovo? È quello che mi sono chiesto anche io nei primi 20 minuti del film. Guy Ritchie non mi deluso.

La vera novità è lo scontro culturale tra il professor Moriarty e Holmes. Entrambi geniali, la differenza è, come dice Holmes fin dal primo incontro con Moriarty, che quest’ultimo è in parte un folle. Ed è proprio per questa follia che Moriarty non può andare d’accordo con Holmes. In alcune scene il confronto verbale tra Moriarty e Holmes mi ha entusiasmato, e la scena finale in cui giocano a scacchi è veramente epica. Alla fine anche essi faranno “a botte”, ma è certamente la scena meno interessante.

Quindi, ricapitolando, la più grande novità del secondo film è lo scontro culturale tra il genio del bene, Holmes, e quello del male, Moriarty. Oltre a questo vorrei ripetere la bellezza degli effetti speciali e di alcune scene slow motion fantastiche. Non mancano dei colpi di scena clamorosi, come quando Holmes getta in mare la moglie di Watson o quando il fratello di Holmes (nuovo personaggio del film) si mostra tranquillamente nudo di fronte sempre alla moglie di Watson.

Sherlock Holmes
9

È un giudizio personale ovviamente, ritengo che questo film sia uno dei più grandi film investigativi degli ultimi anni. Ho dato 9 perché il primo film è stato certamente migliore, nonostante questo il secondo film non è da meno.

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Fin da quando ho 7 anni sviluppo siti web, amo l'informatica, la fotografia, la scienza e l'economia. Credo che il segreto del successo stia nel fare cose che altri non fanno. Nel 2008 ho fondato Skimbu, a cui ho voluto fin da subito dare una precisa immagine attraverso una grafica semplice, bella e unica e attraverso articoli di qualità e anch'essi unici. Poi son cresciuto, ora mi trovate su tasc.it, per maggiori info visitate il mio sito personale.

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  • Stefano Campagna

    Direi, da appassionato di cinema che il secondo supera il primo. Anche io non ho potuto mancare al day one di Sherlock Holmes: Gioco di Ombre. Ho notato con piacere, poi, che l’ultima parte del film è stata tratta dal romanzo breve di Sir Arthur Conan Doyle, “Il problema finale”. I coniugi sceneggiatori sono riusciti a trasformare Holmes in un giocatore più astuto, meno illusorio, che preferisce sbagliare una mossa pur di vincere la partita. Questo è forse l’elemento mancante nel primo capitolo; per quanto riguarda la tecnica concordo con Alby, Guy Ritchie si è superato e non soltanto lui: fotografia pressoché perfetta, ambientazioni più vaste (si spazia tra Londra, Parigi, Berlino e Svizzera). Per non parlare della scelta tecnica riguardo le proporzioni dello schermo: Gioco di Ombre vanta il formato Panavision (2.40:1), l’evoluzione del cinemascope che ci regala una panoramicità unica rispetto al primo, girato in 1.78:1. 

    • Lorenzo

      D’accordo con te. Questa review non mi è piaciuta molto; troppa importanza al regista e poca importanza agli sceneggiatori

  • http://francescodilorenzo.net Francesco

    Lo andrò a vedere, comunque nei libri di Doyle non è affatto descritto come incapace di combattere, sebbene magro.

    • Stefano Campagna

      Infatti :)

  • http://trovacontest.com Halfblood17

    Il primo era un capolavoro :)
    e stasera vado proprio a vedere il 2 :D  comunque se non sbaglio Holmes praticava scherma e pugilato quindi non è che fosse proprio scarso a combattere :P

  • Renzo grilli

    il secondo suberbo e molto piu bello del primo……

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