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La batteria perpetua: la Pila di Karpen

Pubblicato da il giorno 28 dicembre 2011

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Ormai ci stiamo accorgendo che il vero problema a livello di hardware dei dispositivi mobili moderni è la batteria. Mentre un tempo il cellulare durava anche una settimana, al giorno d’oggi con sempre più connessioni (Bluetooth, WiFi, rete dati ecc.), schermi sempre più brillanti e software sempre più multitasking diventa difficile consumare poca batteria. Le batterie al litio non sembrano più soddisfare le nostre esigenze. Apple, Samsung e altre aziende stanno lavorando sodo per cercare di migliorare le batterie al litio o persino creare nuovi tipi di batterie (non è escluso che qualcosa possa essere già presentato con l’iPhone 5). E oggi scopriamo una batteria che ha suscitato molto interesse, si tratta della famosa Pila di Karpen, una misteriosa batteria che dura da 60 anni ed è custodita in un piccolo museo rumeno. Scopriamo di cosa si tratta…

Introduzione alla Pila di Karpen

La pila di Karpen è stata brevettata e costruita dall’ingegnere rumeno Nicolae Vasilescu-Karpen (Craiova, 1870 – Bucarest, 2 marzo 1964) intorno al 1950. Questa pila è custodita la Museo Nazionale Scientifico “Dimitrie Leonida” a Bucarest, in Romania. Dal momento che il museo non ha soldi per finanziare un’esposizione che richiederebbe un altissimo livello di sicurezza, la pila di Karpen non è praticamente mai stata esposta nel museo, per questo è custodita nell’ufficio del direttore del museo, in una cassaforte. In teoria la pila avrebbe dovuto, secondo gli esperti (non secondo Karpen) fermarsi qualche decennio dopo la sua creazione, ma il 27 Febbraio 2006 un quotidiano rumeno chiamato ZIUA visitò l’ufficio del direttore del museo e controllò che la pila di Karpen avesse terminato la sua “carica”, le misurazioni rilevarono che la pila produceva ancora 1 volt, ovvero quanto produceva più di 50 anni prima. E tutt’ora la pila sta generando elettricità.

Come funziona

Nonostante le numerose esibizioni scientifiche avvenute a Parigi, Bucarest e anche Bologna e nonostante i numerosi studi del politecnico di Bucarest (questo il documento più significativo che si trova in rete) nessuno è riuscito a riprodurre la pila di Karpen. Il funzionamento, secondo chi l’ha studiata è dovuto in realtà vi sono due pile connesse in serie tra di loro che muovono un piccolo motore galvanometrico (un tipo di motore che semplicemente trasforma l’energia elettrica proveniente dalle pile in energia meccanica), il motore dunque muove un filo collegato ad uno switch, ad ogni mezzo giro, il filo apre e chiude il circuito, durante il tempo di rotazione le pile hanno il tempo di ricostituire la loro polarità e quindi di ricaricarsi. Secondo alcuni l’energia viene prodotta convertendo l’energia termica in energia meccanica, secondo altri questa pila funziona violando le leggi della fisica (in particolare il secondo principio della termodinamica).

Purtroppo è difficile trovare in rete delle spiegazioni efficaci, e come ho detto prima l’unico documento su cui si sono basati tutti i blog nelle loro spiegazioni è questo. Chissà mai se qualcuno con un po’ di denaro vorrà andare a studiare per bene la pila e magari mostrarla ad alcuni dei fisici più autorevoli al mondo. Personalmente non vedo l’ora di avere uno smartphone che mi dura per 60 anni senza mai attaccarlo alla presa di corrente!

Per approfondimenti: GreenOptimistic, Gizmodo, IBTimes

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Fin da quando ho 7 anni sviluppo siti web, amo l'informatica, la fotografia, la scienza e l'economia. Credo che il segreto del successo stia nel fare cose che altri non fanno. Nel 2008 ho fondato Skimbu, a cui ho voluto fin da subito dare una precisa immagine attraverso una grafica semplice, bella e unica e attraverso articoli di qualità e anch'essi unici. Poi son cresciuto, ora mi trovate su tasc.it, per maggiori info visitate il mio sito personale.

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  • http://francescodilorenzo.net Francesco

    È tecnicamente impossibile!

    • http://www.skimbu.it Alberto Ziveri

      Infatti secondo alcuni funziona violando il secondo principio della termodinamica! Se ci hanno fatto degli studi sopra significa che funziona, insomma quel documento parla chiaro, anche se ho letto dalle analisi del documento che afferma cose un po’ confuse.

      • http://francescodilorenzo.net Francesco

        sinceramente non credo che un oggetto di tale importanza possa essere nella cassaforte di un tizio in un museo, è potenzialmente qualcosa del valore di miliardi…

      • Stefano Campagna

        Studiando Fisica sono pienamente d’accordo con Francesco!

    • http://www.skimbu.it/author/nikoh/ Nikoh

      Era “tecnicamente impossibile” anche che la terra girasse intorno al sole o superare la velocità della luce; nulla è tecnicamente impossibile, al massimo improbabile ;-)

      • http://francescodilorenzo.net Francesco

        qui parliamo di ben altro, non esiste il moto perpetuo, così come non esistono gli urti elastici e il moto rettilineo uniforme… sono solo modelli….

      • http://www.skimbu.it/author/nikoh/ Nikoh

        Non caro amico, non sono d’accordo parli……
        Anche la teoria geocentrica era un modello, per cambiare il quale hanno perso la vita molte persone, più modello di così.
        Le tue/nostre convinzioni si basano sull’attuale conoscenza, think different please.

      • Stefano Campagna

        Qui si parla di altro: non si può produrre dal nulla energia e lavoro.

  • silvano dotti

    Se il tutto passa attraverso un motore che trasformerebbe l’energia meccanica in energia elettrica, allora sarebbe come mandare l’acqua in salita per sfruttarne la ricaduta:
    ci si perde.
    Spero anch’io che funzioni, quindi che sia basata su un altro fenomeno.

  • http://andreagerm.altervista.org Andrea Germanà

    “il motore dunque muove un filo collegato ad uno switch, ad ogni mezzo giro, il filo apre e chiude il circuito, durante il tempo di rotazione le pile hanno il tempo di ricostituire la loro polarità e quindi di ricaricarsi.”
    Questa parte non è molto chiara, ma penso di aver capito cosa intendi dire e posso teorizzare come funziona….Più che altro, sono molto sicuro, c’è un piccolo paradosso.Da quello che ho capito, queste pile alimentano il motore, ed esso gira. Fino a qua ci sono, il resto non ho capito cosa intendi con il fatto dello switch.Le macchine elettriche dinamiche, i motori, sono reversibili, ovvero facendo girare l’albero passivamente dai connettori uscirà corrente …Ora, penso, che ci siano 2 motori in 1 con l’albero in comune, quindi l’uscita delle pile e collegata ad un motore che fa girare l’albero dell’opposto e all’uscita del secondo ci sarà una DDP.I pin in uscita sono ricollegati alle pile, quindi teoricamente questo ciclo è infinito, per il principio di conservazione dell’energia.Mah, il problema del mio ragionamento è il seguente, questi 2 motori riescono a produrre più energia di quanta ne consumano ? Se dopo 60 anni funziona ancora, si …E’ interessantissima questa batteria, lo proporrò a scuola !

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