Apple, nonostante i molti Keynote che ha tenuto negli ultimi anni per incentivare sempre di più i dispositivi iOS, non ha dimenticato Mac OS X, prodotto apprezzato in tutto il mondo e sicuramente uno dei più grandi capolavori dell’azienda Californiana. Infatti, ormai quasi tutti gli utenti Mac hanno potuto almeno provare la nuova versione del famoso Sistema Operativo, che è stata denominata Lion.
Ora, a distanza di 6 mesi dal rilascio al pubblico, andiamo a scoprire se Apple è effettivamente riuscita a migliorare un OS che sembrava già perfetto.
Tutto come prima?
Snow Leopard (10.6) è stata, a detta di molti, la migliore release di Mac OS X.
Per come la penso io, un computer dovrebbero innanzi tutto poter offrire un’esperienza d’uso più agevole possibile per chi li utilizza; Snow Leopard è, in questo senso, ciò che di meglio si può desiderare dal proprio Mac.
Quando è stato presentato Lion verso fine 2010, capimmo che, così come era successo con Snow Leopard, l’interfaccia grafica non avrebbe presentato alcuna novità particolare; ma questo, almeno per quanto mi riguarda, l’avevo interpretato come una buona intenzione di Apple di non stravolgere quanto di buono svolto con gli ultimi predecessori. Era quindi sicura l’implementazione di nuove features.
Così è stato. Ma forse l’esauriente spiegazione di Steve Jobs e la troppa fiducia nel suo genio, che da sempre ci accompagna, avevano influenzato il nostro giudizio.
Un’anno dopo, scoprimmo infatti che non è proprio tutto oro ciò che luccica.
La Scrivania di Lion si presenta pressoché invariata rispetto a Snow Leopard e osservando solo degli screenshot probabilmente non riusciremmo a distinguere l’uno dall’altro. Cominciando pero ad esplorare il Finder possiamo vedere, per esempio, che i pulsanti per chiudere, ridimensionare e ridurre a icona una finestra sono leggermente cambiati e che le barre di scorrimento sono scomparse, permettendo di scorrere le finestre unicamente attraverso l’uso di gestures. E fin qui, nulla di eclatante.
A breve cominciamo pero a notare la fastidiosa impossibilità di aumentare la grandezza delle nostre icone tramite il pinch-to-zoom, come anche la presenza dell’inutile tab “Tutti i miei documenti”.
Si aggiungono poi i diversi problemi riscontrati da molti utenti con le prestazioni generali del sistema e di Time Machine, oltre all’assenza di Rosetta e Front Row e all’ impossibilità di creare una partizione di Windows XP o Vista a causa della nuova versione di Boot camp, costringendoci ad utilizzare programmi di terze parti.
Per queste e per molte altre cose possiamo capire anche da soli che dei passi da Snow Leopard ci sono sicuramente stati; ma, a mio avviso, non sono tutti nella direzione esatta.
Piuttosto promettente
Come affermato dallo stesso Jobs al Keynote di Ottobre 2010, con Lion si è cercato di unire l’immediatezza di iPad con l’esperienza d’uso di un Mac. Penso sia stato una specie di esperimento da parte di Apple per tentare di sorprendere nuovamente il pubblico, ma a quanto pare questa volta non è riuscita appieno nel suo intento.
Per molti versi il nuovo sistema operativo risulta infatti pieno di aggiunte di cui molti avrebbero fatto volentieri a meno: prima tra tutte penso sia Launchpad, il nuovo launcher delle applicazioni in stile iOS. Questo risulta spesso inutile e tutt’altro che immediato rispetto alla Springboard di iPhone e iPad. Oltre tutto una cosa che, spesso e volentieri, risulta fastidiosa è la funzione “Riprendi” che costringe a riaprire tutti i documenti non chiusi di una determinata App, creando inutile confusione tra le finestre.
In molti si saranno poi accorti quasi subito che le prestazioni del sistema, come già accennato prima,
sono notevolmente peggiorate. Questo, ho scoperto a mie spese, è vero solo per quelle categorie di Mac che sprovviste di determinate caratteristiche hardware.
Ad esempio sul mio Macbook Pro di fine 2009 (Intel Core 2 Duo 2.26 Ghz – 2GB Ram) il leone risulta davvero molto affaticato e mi sta tutt’ora creando non pochi problemi. Sull’iMac del 2011 di mio padre invece sembra di essere ritornati su Snow Leopard.
Non avrebbe quindi guastato rendere Lion più leggero per essere “alla portata di tutti”.
Naturalmente con tutto questo non voglio certo dire che Lion sia un fallimento. Anzi. Molte aggiunte, al contrario di quelle elencate prima, sono davvero funzionali.
Tra queste la mia preferita è senza dubbio Mission Control, una splendida unione di Spaces, Dashboard ed Exposé. Questa riesce a rendere il controllo di scrivanie multiple davvero rapido e veloce, specialmente utilizzando le gestures.
Anche la nuova versione di Mail è davvero ben realizzata, così come la nuova grafica di iCal e Rubrica Indirizzi. Un’ultima cosa che mi sento di sottolineare è la possibilità di tenere costantemente organizzate le cartelle per un determinato criterio invece di riordinarle manualmente, opzione di cui, in effetti, sentivo la mancanza in Snow Leopard.
In Conclusione
“Se fossi stato a conoscenza di questo, avresti ugualmente acquistato Lion?”
Purtroppo la mia riposta è “no”. Nonostante le buone intenzioni di Apple di rendere Mac OS X più “al passo con i tempi”, penso che il successore di Snow Leopard abbia ancora molti punti su cui lavorare prima di essere considerato come l’evoluzione del Leopardo bianco.
Ammetto di essere stato molto critico verso Lion ma credo che molti saranno d’accordo con me nel dire: “si poteva fare di meglio”. È comunque innegabile che Apple abbia aggiunto una buona dose di funzionalità prima non presenti e che sia, tutto sommato, sulla buona strada per regalarci un OS più in forma che mai.
Attendiamo che un futuro felino (o magari no?) ci faccia sgranare nuovamente gli occhi.

