
Ogni tanto, quando i giornalisti non sanno cosa scrivere, cercano un nuovo argomento su cui convincere la gente, ed ecco che inizia la classica polemica all’italiana. E poi tocca a qualche altro blog nascosto a smentire o fare l’antitesi della convinzione che il giornalista ha voluto affermare. È il caso di Facebook, sempre più vittima di articoli del tipo “Facebook, stanno calando gli utenti” oppure “Tutti via da Facebook“, persino il giornalino della mia scuola è arrivato a parlarne. La vera convinzione che ci dobbiamo fare è un’altra.. E riguarda anche gli Apple-users…
Boom falsi e boom veri
Per boom, nel settore economico-sociale, si intende una crescita verticale di un marchio o di un azienda (rarissimamente di uno Stato!). Nel primo decennio del XXI secolo abbiamo visto vari boom. Apple, YouTube, Google, Facebook, Twitter. A livello informatico li conosciamo tutti, ma ci sono stati altri boom, Haglofs, Salvatore Ferragamo… Tutti boom che attualmente continuano, ci sono stati poi boom svaniti nel nulla, come Guru o PowerBalance. Siamo arrivati ad un era talmente avanzata che basta un’idea per realizzare milioni/miliardi di euro ma basta anche un anno per trovarsi sotto un ponte. Le idee del secolo, almeno per ora, sono state certamente Facebook e l’iPhone di Apple. Le domande del secolo, almeno per ora, sono: “Quanto dureranno i momenti di gloria di Facebook ed Apple?”, il che, tradotto: “Quando incominceremo a usare meno Facebook e a comprare/desiderare meno prodotti Apple?”.
Di Apple ne avevo già parlato a riguardo, ma ne parlerò ancora in questo articolo. La risposta alle domande sopra la voglio dare subito: è chiaro che non possiamo determinare quanto dureranno Facebook e Apple, ma dal momento che dalle loro invenzioni si sono continuate a rinnovare ed a espandersi, sicuramente per almeno altri 3-4 anni non vedranno altro che crescita. Poi è chiaro, basta un nuovo prodotto delle due aziende per allungare la loro vita di altri 3-4 anni e così via.
Apple: un ecosistema

Una verità indiscutibile è che Apple ha creato un ecosistema. Cosa significa? Che quando inizi ad usare i servizi e i prodotti di Apple ti diventa difficile tornare indietro. Infatti, se ad esempio acquisti un iPhone:
- Con il tuo Apple ID che registrerai potrai parlare con gli amici gratuitamente (iChat, iMessage, Facetime)
- Salverai molti dei tuoi dati su iTunes e iCloud, dati che non potrai poi trasferire su altri telefoni con gli stessi programmi. Questi dati sono essenziali: contatti, foto, video, musica, libri, email, applicazioni. Se un giorno deciderai a spostarti su un altro dispositivo, auguri a trasferire tutti i dati
- Sempre attraverso iCloud avrai un tuo indirizzo email, potrai trovare il tuo iPhone facilmente, potrai gestire i tuoi calendari e i tuoi contatti facilmente. E iCloud non è accessibile da Android o da altri dispositivi concorrenti.
- Non potrai rinunciare a certe applicazioni che magari non trovi su altri dispositivi
- Molte funzionalità e applicazioni sono compatibili e sincronizzabili con Mac, sarai quindi più spinto ad acquistare il Mac. Stessa cosa vale con l’iPad, l’Apple TV e altri prodotti futuri/presenti di Apple.
Questa è solo la catena che potrebbe partire per un normale neo-utente iPhone. Fino questa “storia” dell’ecosistema è già stata narrata da molti giornali e blog, ma l’elemento in più che personalmente volevo aggiungere è la chiarezza. Non sembra grazie a una serie di fattori è molto facile scoprire quali sono i prodotti Apple, quanti sono e le loro caratteristiche. Quindi la chiarezza con la quale Apple presenta la propria linea di prodotti è divenuta essenziale per la sua crescita. Come ho detto prima questa chiarezza è determinata da vari fattori, che sono:
- La presentazione di pochi modelli nuovi all’anno, che permettono ai consumatori anche meno esperti di venire a conoscenza del prodotto e di considerarlo sempre nuovo, per un anno intero
- La creazione di un unico modello per ogni mercato. Quindi uno smartphone (l’iPhone) per il mercato della telefonia, un tablet (l’iPad) per il mercato dei tablet, un portatile sottilissimo (MacbookAir) per un nuovo mercato degli ultrabook (i portatili appunto ultraleggeri, ultrasottili e aggiungerei ultrafighi), un portatile per il mercato dei portatili top-level (Macbook Pro)… Ecco, forse l’unica linea di prodotti in cui Apple si è superata riguarda gli iPod, per questo credo che nei prossimi anni ci troveremo di fronte a soli due tipi di iPod: iPod Nano e iPod Touch. Shuffle e Classic spariranno.
- Un sito web chiarissimo. Apple ci ha insegnato anche questo, provate ad andare sul sito di Samsung o Microsoft, provate a contare quanti click e quanto tempo impiegate per trovare uno specifico prodotto. Senza dimenticare la grafica minimale e d’impatto presentata da Apple che nessuno ancora ha avuto il coraggio di copiare.
Immaginatevi anche l’ecosistema che Apple sta creando con i libri…
Il fatto che Apple abbia creato un ecosistema in cui l’utente si immerge e a fatica ne riesce ad uscire permette ad essa di poter tenersi gli utenti stretti. Io credo di trovarmi nella situazione di molti altri utenti-Apple, possiedo molti prodotti Apple (non ne sono un fan boy) e anche se ogni tanto cado in tentazione di qualche prodotto concorrente preferisco restare su Apple in attesa di un nuovo modello che mi ri-soddisferà pienamente. Sicuramente non è più come prima del 2007 che si poteva facilmente passare da un cellulare all’altro senza particolari problemi. Personalmente abbandonerei Apple solo se nel giro di 3-4 anni non riesce più a convincermi a livello tecnologico presentando prodotti non ai livelli attuali, e allora mi trasferirei su altri prodotti.
Dunque Apple grazie al suo ecosistema può vantare di una gabbia di forza per gli utenti, una gabbia che gli permette di avere tempo per produrre nuovi dispositivi evitando eventuali delusioni. Un errore fatto da molte aziende infatti dopo il lancio di un prodotto deludente è sicuramente quello di lanciare subito dopo un prodotto differente e che possa soddisfare maggiormente i consumatori. In poco tempo è difficile cambiare mentalità e ideare un nuovo prodotto, a meno ché non arrivi il colpo di genio…
Facebook, e quella funzione export…

Personalmente non capisco tutti coloro che dicono che molti stanno abbandonando Facebook. Le statistiche per ora parlano solo di crescita rallentata, è naturale che prima o poi la crescita sarebbe rallentata (ora intorno agli 800 milioni di utenti), in quanto prima o poi avrebbe raggiunto la saturazione di tutti gli utenti medio-esperti di internet. Ormai chiunque conosca bene internet è registrato a Facebook. Chi non è registrato probabilmente non trova l’utilità di mantenere i contatti con gli amici. Nonostante le polemiche sulle ultime novità (il nuovo diario e la nuova grafica) che sono normali per un sito con 800 milioni di persone, Facebook non credo proprio vedrà un declino nei prossimi anni. Facebook è diventato ormai, per chi è iscritto anche da pochi mesi, una storia della propria vita. È come il Google Analytics della nostra vita. Ergo è un servizio statistico per l’essere umano. Perché mai uno dovrebbe eliminare la propria storia? Tutte le proprie foto? Tutti i propri post? Tutte le nostre posizioni nel mondo e dunque i nostri viaggi? Tutti i nostri contatti con gli amici che non vediamo da anni? Con queste domande, diventa difficile abbandonare Facebook, vero?
Certo, chi l’ha abbandonato certamente non aggiornava spesso il proprio profilo, non metteva foto o aveva pochi contatti.. Ma chi ha usato Facebook come deve essere usato, quindi aggiornando il proprio profilo e i propri dati (anche una volta al mese, ma aggiornandoli) non credo voglia buttare via tutta la storia della sua vita da quando era registrato su Facebook. Addirittura con il nuovo diario possiamo inserire eventi passati, se ad esempio volete memorizzare quando avete ottenuto la patente o quando vi siete laureati, ancora prima che Facebook nascesse.
Ora che ho spiegato il motivo fondamentale per cui sarebbe veramente faticoso abbandonare Facebook, vorrei dare un secondo motivo, più fragile. Se nascesse un social network migliore di Facebook (ne avevo già parlato, ecco l’articolo) potremmo assistere ad un esodo di massa? Oh Yes. Ora non sono il Mark Zuckerberg della situazione, ma immaginate un social network ancora più bello e semplice graficamente, in cui è possibile fare ancora di più, ad esempio fare shopping come su Amazon o Ebay, cercare lavoro come accade su LinkedIn ed avere una privacy ancora più trasparente e sicura. Insomma, un social network più bello e più completo. Io, personalmente, sarei il primo a registrarmi e ad invitare i miei amici.
E dove finiranno tutti i miei dati, le mie foto, i miei tag, i miei post? Mi basterà andare nelle mie Impostazioni di Facebook e scaricarmi una copia dei miei dati tramite l’apposito link in fondo alle impostazioni.

Una volta cliccato sul bottone verde Facebook inizierà a creare un gigantesco file ZIP con tutti i nostri dati, quando il file ZIP sarà pronto ci invierà una mail con il link al download. Il file potrà arrivare a pesare anche centinaia di megabyte o gigabyte.
Se il social network migliore permettesse l’importazione di questo file ZIP, allora non ci sarebbe il problema della perdita dei nostri dati su Facebook e la storia virtuale della nostra vita continuerebbe, su un altro mondo