![]()
Se l’hai letto da Skimbu posso provare ad indovinare la risposta: hai guardato il logo del sito oppure le miniature dei post in evidenza e probabilmente più che il titolo hai notato l’immagine colorata. Non sto per parlare di chiaroveggenza ma di Eye Tracking, cioè un processo che analizza i movimenti degli occhi rispetto alla testa. Oltre a trovare applicazioni in medicina, psicologia e linguistica, l’Eye Tracking è sempre più utilizzato nel Web Design. In questo articolo vediamo in che modo i risultati dell’Eye Tracking possono aumentare la produttività di un sito.
Cos’è l’Eye Tracking
![]()
L’ET è un processo tramite il quale viene effettuata un’analisi approfondita dei movimenti dei bulbi oculari rispetto alla testa. In altre parole serve per tracciare ciò che viene osservato da una persona in un certo lasso di tempo. Questa tecnica ha applicazioni in molti ambiti, come nella ricerca in campo oculistico o nella psicologia e viene utilizzata in ambito linguistico per permettere la comunicazione a persone con handicap fisici. Con l’Eye Tracking si possono ottenere immagini come mappe termiche (che rappresentano in rosso le zone più osservate) o percorsi temporali (che rappresentano il percorso visivo seguito dagli utenti lungo il sito).
L’ET per il Web Design
![]()
È ormai risaputo che per una pagina web l’aspetto visuale è tutto, per quanto sia sempre valida l’espressione “content is king” (il contenuto è il re). Perché dunque non studiare il comportamento visivo del visitatore medio per disegnare il sito di conseguenza? Tramite espedienti visuali si può infatti indirizzare lo sguardo dell’utente verso elementi della pagina ben precisi, come ad esempio le pubblicità, oppure studiare le immagini in modo da renderle più attraenti ed efficaci. Esistono molte aziende o siti che effettuano questi studi su richiesta. Dalle statistiche dei risultati ottenuti si possono però ricavare alcune linee guida sempre valide o consigli che è opportuno seguire se si vuole migliorare la produttività del proprio sito.
Ce n’era bisogno?
Rilassatevi: si può disegnare un sito web anche senza conoscere l’Eye Tracking. Quando qualcuno progetta l’estetica di una pagina segue il proprio gusto personale e basta un po’ di esperienza per conoscere i gusti e le abitudini dell’utente medio o comunque della categoria di utenti a cui il sito si rivolge. Alcuni consigli dettati da questi studi sono dunque tutt’altro che delle novità e da questo punto di vista l’ET si limita solamente a dare un fondamento scientifico a molte scelte che tanti Web Designer abitualmente fanno in modo naturale.
I risultati

Ecco alcuni risultati utili scaturiti dai risultati dell’Eye Tracking che ho selezionato e raccolto.
- Lo sguardo tende a seguire un ordine di scorrimento “a zig-zag“, cioè che parte dall’angolo in alto a sinistra, per passare all’angolo in alto a destra, per scendere trasversalmente in basso a sinistra, finendo in basso a destra.
- Il centro è la zona più importante in cui vanno posizionate le informazioni più importanti e interessanti per attirare l’utente verso le altre zone.
- Le immagini, il movimento e i colori vivaci attirano l’attenzione.
- La parte bassa è quella che attira meno l’attenzione.
- Lo sguardo è attirato dalle immagini di volti umani, che possono essere usati per incanalare l’attenzione (vedi l’approfondimento a fondo pagina).
- La maggior parte degli utenti proviene da motori di ricerca. È quindi opportuno dotare le pagine interne del sito di pulsanti ben visibili che inducono gli utenti a compiere azioni, come iscriversi alla newsletter oppure visitare altri articoli.
- Le pubblicità a sinistra e al centro sono quelle viste per prime, la colonna di destra viene vista in un secondo tempo.
- Gli annunci pubblicitari che bene si integrano con il contenuto sono più presi in considerazione di quelli che ne sono nettamente separati.
- L’utente è a proprio agio se sa già dove guardare e dove trovare ciò che cerca: il logo in alto a sinistra, la ricerca in alto a destra, i contenuti al centro, ecc.
- I pop up, in quanto annunci invasivi, spesso non sono presi in considerazione dai lettori.
- Caratteri non troppo piccoli e paragrafi brevi agevolano la lettura.
- (Esempio) Una donna in bikini per il banner pubblicitario di un cellulare attira troppo lo sguardo degli utenti, distraendoli dalla marca del cellulare e diminuendo i click.
- Gli occhi si muovono velocemente: se un titolo deve attirare l’attenzione è bene che l’attiri in meno di un secondo.
Per approfondire
![]()
Per chi vuole approfondire o integrare l’argomento vi indico due link. Il primo rimanda ad una pagina molto utile contenente ricerche sull’Eye Tracking di Jakob Nielsen, un esperto di usabilità.
Il secondo link rimanda ad un interessante video realizzato da Elena Veronesi, esperta consulente di comunicazione visiva, sull’utilizzo dei volti umani al fine di attirare l’attenzione degli utenti.
