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Cosa guardo stasera? #44 – Zodiac

Pubblicato da il giorno 25 febbraio 2012

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Avete mai sentito parlare degli omicidi seriali avvenuti in California alla fine degli anni sessanta? L’inverno era appena cominciato, quando all’improvviso un uomo decise di sfidare chiunque a catturarlo: stampa, polizia e persone comuni. In che modo? Attraverso una serie di lettere inviate alle principali testate giornalistiche, scritte utilizzando crittogrammi e parole cifrate nelle quali l’assassino si firmava come Zodiac. Nel 2007 uno dei migliori registi statunitensi, noto per aver diretto Seven e The Social Network regalò un contributo spettacolare al mondo del cinema assieme ad un cast stellare, rimanendo estremamente fedele ai fatti realmente accaduti.

Informazioni e trama

Forse l’aspetto più interessante della sceneggiatura di James Vanderbilt è che la storia (così come il film) non sono focalizzati tanto sull’assassino seriale quanto sulla piega che hanno preso le indagini, svolte dalla polizia e coadiuvate da giornalisti; per David Fincher (regista) l’importante è sempre stato il “perché” e “in che modo”, tralasciando spesso il “chi”. Sarebbe stato troppo facile fare un film incentrato su Zodiac, è più sensato invece che sia il titolo a ricordarci “chi” e lasciare che siano i personaggi intorno a lui a trasferirci le emozioni (da brivido) che egli provocava attraverso i suoi omicidi e messaggi. Nel film sono i bravi Mark Ruffalo, Jake Gyllenhaal ed il mitico Robert Downey Jr. a tenere le suspense che il thriller ci riserva.

La pellicola comincia sette mesi dopo il primo duplice omicidio compiuto da Zodiac, presentandoci una California tanto calda quanto irrequieta; due giovani si accostano nel parcheggio di un noto circolo golf. E’ mezzanotte e tra i festosi suoni dei fuochi d’artificio, esplodono le urla e colpi di pistola verso i due, uccidendo la ragazza e ferendo gravemente il ragazzo. Neanche il tempo di abbandonare la timidezza attraverso un bacio; nessuna speranza per le vittime, forse qualcuna per la redazione del San Francisco Chronicle che la mattina seguente riceve la prima lettera cifrata. Il vignettista Robert Graysmith viene subito attirato dai simboli contenuti nella lettera e, per quanto biasimato dall’editore responsabile, comincia a cercare una soluzione, ma non è il solo. Paul Avery, giornalista dello stesso giornale, viene colpito immediatamente dal modus operandi dell’assassino. Zodiac però non si accontenta di sfidare solo la stampa: ogni qualvolta che uccide qualcuno telefona alla polizia per dare loro indicazioni su dove trovare le vittime, il modo in cui sono state uccise, confermando gli altri omicidi avvenuti in precedenza; Dave Toschi e Bill Armostrong, detective, si mettono a lavoro per comprendere le azioni del kyller seriale e capire se tutti gli omicidi siano effettivamente attribuibili ad egli. Si apre la caccia all’uomo dove lucidità e impegno sono all’ordine del giorno: Zodiac deve essere fermato.

La pellicola è molto intensa e la sua durata non deve spaventarvi; David Fincher in fase di produzione girò più di tre ore di film, ridotto poi a 157 minuti. Guardandolo vi accorgerete che esistono ancora film in cui i personaggi vengono approfonditi in modo solido ed interpretati altrettanto; la regia è meravigliosa: ciascuna inquadratura talvolta rappresenta alla perfezione la paura ed il terrore e segue i protagonisti non solo nei loro movimenti ma nei loro cambiamenti; la fotografia ci regala i colori degli anni sessanta ed i costumi calcano alla perfezione la moda di allora. Niente da fare: Zodiac è un film imperdibile.

Ti piacerà se

  • Ti piacciono i fatti realmente accaduti
  • Sei appassionato di thriller
  • Ti piace più l’enigma che la soluzione
  • Vuoi un cast eccezionale riunito

, 50 articoli pubblicati

20 anni, malato di tutto ciò che riguarda il cinema (al mattino mangio nel latte DVD e Blu-Ray) e studio Ingegneria Meccanica a Firenze, la mia città. Adoro i sandwich e le focacce. Nel mio (poco) tempo libero scrivo storie, sceneggiature e quant'altro assieme ad Elena (la mia ragazza). Sono editore per skimbu, dove partecipo spesso e volentieri anche al mitico skimbu podcast.

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