Potrebbe essere l’inizio di una nuova era. La tecnologia è pronta e sufficientemente diffusa. Ma per qualche strano motivo il comando vocale fatica a imporsi. Molti di noi non hanno nessun problema a parlare al telefono in un luogo pubblico. E allora perchè facciamo tanta fatica a parlare “al Telefono”? Una breve analisi e uno spunto di riflessione: il problema, forse, siamo noi.
Scena # Int. Notte – casa John Anderton;
Sospeso in aria accanto i piani alti di un grattacielo, un mezzo futuristico, dalle fattezze accostabili a quelle di un’auto, scorre lateralmente su una sorta di bascula per subito allinearsi ad una porta finestra in vetro. La porta si apre e l’unico occupante fa il suo ingresso nell’appartamento.
John Anderton
- Sono a casa-
le luci si accendono. John si siede alla scrivania
John Anderton (tono dimesso)
- sovrastanti –
la plafoniera al neon prende vita illuminando il tavolo.
John inserisce un disco vitreo nel proiettore oleografico e lo accende
John Anderton (tono dimesso)
- Schermo parete –

È il 2054 e il film è Minority Report di Steven Spielberg. A scrivere il copione da cui deriva lo stralcio qui sopra, ha partecipato un team di esperti futurologi. Questi hanno contribuito a ricostruire un paesaggio tecnologico credibile rispetto alla società umana nell’anno in cui si svolge la vicenda. Ebbene, nonostante la tecnologia vocale sia tema quanto mai caldo già nel panorama attuale, l’unico accenno all’utilizzo di comandi vocali in tutto il film è quello che trovate in testa.
Quanti di noi ritengono che questo sistema sia difficilmente accostabile alle abitudini dei più? E per quali motivi? Quanti ritengono invece che potrebbe facilmente essere ipotizzato per esso un flop paragonabile a quello delle video chiamate mobili?
Il Nocciolo del problema:
Esiste più di un deterrente per l’utente medio all’utilizzo dei comandi vocali. E questi, messi insieme, costituiscono una barriera labile ma sufficiente a deviare l’utilizzo del comando vocale sulla metodica tradizionale.
Oltre alla forza dell’abitudine e alla dimestichezza raggiunta con il vecchio sistema, grazie alla quale in un batter d’occhio la maggior parte di noi è in grado di scrivere un sms, subentra un problema di privacy.
Così come già accade col vivavoce, i comandi vocali sembrano graditi agli utenti solo a condizione di utilizzarli quando si è soli e, preferibilmente, in un ambiente chiuso. E’ infatti a casa o in auto che essi trovano, senza dubbio, l’apice del proprio utilizzo.
Ma già spostandoci in strada, in luoghi pubblici o sui mezzi con più di un occupante, sarà raro vedere qualcuno parlare al proprio terminale. E questo a prescindere da quanto sia riservato il contenuto della “conversazione”.
Nonostante Apple ci stupisca con il runner che manda un sms senza nemmeno estrarre il telefono dalla tasca, lo fa comunque raffigurandolo in un momento di isolamento. Un momento in cui, se anche ci fosse qualcuno, verrebbe rapidamente lasciato indietro.
Un mio amico americano mi ha confessato di usare Siri esclusivamente per far vedere agli amici come questi risponde alle domande assurde.
User friendly?
Un altro deterrente è da imputare al sistema di avvio della modalità vocale.
Se devo spingere già più di un tasto per attendere che il telefono mi stia a sentire bé… avete capito. E tra sblocco della tastiera, apri un nuovo messaggio, tieni premuto il tasto o clicca sul microfono… ho fatto trenta, faccio trentuno.
Se le persone fossero state veramente colpite dalla novità rappresentata dal riconoscimento vocale di Android o di Vilingo, ci sarebbe stata tanta attenzione per Swype? O qualcuno si disturberebbe ancora a sviluppare 8pen?
Non parliamo degli errori di comprensione che, passi per quando viene scambiata una parola per un’altra, ci spingono a mollare tutto nel momento in cui a sballare sono destinatari, indirizzi, località ecc…
Un cambiamento di utilizzo del genere ha bisogno senz’ altro di un periodo di incubazione lunghissimo per diffondersi su larga scala.
Non voglio dire che i comandi vocali sono o saranno un flop o, peggio, che non prenderanno mai piede. Ma ho come l’impressione che alcuni indizi ci stiano dimostrando che ancora nessuno abbia imboccato quella strada di usabilità ed ergonomia che potrebbe traghettarci nella nuova era.
Che il 2054 sia un’ipotesi ottimistica?
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