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Eccoci tornati per il secondo appuntamento con il cinema fatto in casa; la scorsa volta parlammo della pre-produzione, questa volta invece analizzeremo come occorre organizzare set e come lavorare per girare al meglio il nostro cortometraggio. E’ giunta l’ora di far prendere vita a ciò che la nostra mente ha pianificato per molto tempo!

Il contenuto di questo articolo si adatta perfettamente alle peculiarità di un lungometraggio ma poiché la mia esperienza può basarsi solo su alcuni corti, ho preferito specificarlo.

Produzione

Se può essere scritto, o pensato, può essere filmato.

E aveva ragione Stanley Kubrick ad affermarlo, colui che nel 1968 stupì chiunque con 2001: Odissea nello Spazio, reinventando il genere legato alla fantascienza e creando un universo in grado di muoversi e comunicare. Credetemi, con le tecnologie di oggi tutto può essere realizzato. Nonostante il montaggio riesca a correggere parte di ciò che è stato girato in precedenza, ricordatevi che ci sono alcuni elementi che qualsivoglia computer non riuscirà mai a migliorare. Parlo delle emozioni, che in qualità di registi o attori, dovrete suscitare nel cuore delle persone che guardano ed ascoltano ciascuna scena. Inoltre ricordate che un ottimo risultato, sul set quanto sullo schermo, è dato dal gioco di squadra: scegliete persone con cui sapete di poter lavorare serenamente.

Nel precedente articolo vi parlai di quanto importante fosse munirsi di una strumentazione il più fedele possibile a quella cinematografica, tra le altre cose può essere sufficiente avere a disposizione uno schermo LCD esterno alla macchina da presa, per poter verificare l’illuminazione  e la resa dei colori, oltre ai movimenti di macchina e le inquadrature.

Un post scriptum va a tutti quegli accessori che potrebbero tornarvi utili: trasformatori, prolunghe, batterie di ricambio, nastri Mini-DV, schede di memoria per Reflex/Camcorder.

Studio dei metodi ripresa

Avviene attraverso uno storybord (di cui sopra è riportato un esempio esplicativo) ovvero di una serie di disegni che descrivono ciò che verrà girato sul set. In genere sotto i disegni vengono indicati i movimenti della macchina da presa, ad esempio: “panoramica a destra”, oppure “carrello in avanti”, e delle frecce ne indicano la direzione. Spesso altre frecce, poste all’interno dell’inquadratura, indicano i movimenti dei personaggi e degli oggetti. A volte viene descritta la scena e vengono riportati brani del dialogo, oppure si scrive il tipo di obiettivo che si intende usare, la luce o l’atmosfera che si vuole avere. (grazie a Wikipedia).

Dovrete valutare l’ora in cui ogni singola scena deve essere girata e, nel caso in cui essa non venga conclusa a fine giornata, potrà essere continuata nei giorni successivi, purché si rispetti l’orario; eviterete così delle riprese poco omogenee e poco professionali dovute alla differenza di luce naturale. Il bilanciamento del bianco (così come le altre impostazioni) non dovrà essere impostate su “auto” ma su “manual” in modo tale da avere il pieno possesso della resa dei colori, tra cui saturazione e contrasto. Personalmente effettuo sempre alcune riprese di prova che mi permettono di esaminare le varie condizioni ambientali e lo spazio che si ha per girare.

Per ottenere una buona fotografia dovrete regolare l’esposizione; nel caso in cui abbiate macchine munite di ottiche professionali allora dovrete fare riferimento all’apertura del diaframma e il temporizzatore. Il primo è in grado di determinare la quantità di luce che passa durante la registrazione e la profondità di campo dell’immagine, mentre il secondo è molto utile per riprese movimentate, in cui si limita lo sfocamento degli oggetti e viene diminuita la luminosità dell’immagine.

Organizzazione

La sceneggiatura vi permetterà di poter numerare le scene e capire quante e quali dovranno essere girate nello stesso luogo in modo tale da semplificare gli spostamenti e permettervi di girare in modo non cronologico. Anche i supporti sui quali archivierete il “girato” dovranno essere numerati ed è importante allegare un foglio con la descrizione delle scene ivi contenute.

Il regista ha il compito di dirigere molte persone che molto spesso possono essere in disaccordo; inoltre, per quanto possa essere divertente girare una scena, se questa viene ripetuta più volte è opportuno programmare una pausa prima di proseguire le riprese. Vi consiglio inoltre di dialogare molto a lungo con gli attori e la troupe al fine di instaurare un rapporto più umano e meno tecnico in modo da comunicare al meglio con essi sul set. Effettuare una prova della scena che dovrà essere filmata è senz’altro un buon metodo, utile per creare concentrazione tra gli attori e indirizzarli su come e dove muoversi.

Per girare in un luogo pubblico frequentato da persone non comporta avere alcun permesso; è necessario invece se viene creata una situazione di finzione nella quale gli attori prendono parte ed è opportuno far firmare una liberatoria per lo sfruttamento della loro immagine contenuta nel prodotto. Questo è valido anche nel caso si stia filmando una proprietà privata o l’interno di un luogo pubblico. La regola migliore da adottare in questi casi è il buon senso: fate in modo che le riprese non siano di intralcio alle persone ed evitate di bloccare il traffico.

L’impatto dell’audio e delle luci

Tra gli strumenti di cui non ho parlato ci sono i microfoni e le lampade; nel primo caso vi suggerisco di evitare di fare affidamento a quello integrato nel camcorder/reflex in vostro possesso: scegliete un microfono gelato (direzionale) da poter applicare ad un’asta (chiamata giraffa per la sua lunghezza) e di posizionarlo sopra gli attori ad una distanza di max 1,5 metri. Ovviamente dipende dal raggio d’azione del microfono; se siete perfezionisti ed il vostro portafoglio ve lo permette potete acquistare vari microfoni a clip da applicare a ciascun attore sotto i vestiti. Attenzione: questi non sostituiscono la giraffa, semmai vengono integrati e nel montaggio dovrete lavorare su tracce multi-canale. Può sembrare assurdo ma la prima volta in cui mi sono informato riguardo le lampade da adottare sono rimasto a bocca aperta per il loro costo: si arriva a spendere circa 569 euro anche solo per una lampada, quindi evitate di acquistarle e fate riferimento ad un negozio che noleggia attrezzatura professionale per fotografi.

, 50 articoli pubblicati

20 anni, malato di tutto ciò che riguarda il cinema (al mattino mangio nel latte DVD e Blu-Ray) e studio Ingegneria Meccanica a Firenze, la mia città. Adoro i sandwich e le focacce. Nel mio (poco) tempo libero scrivo storie, sceneggiature e quant'altro assieme ad Elena (la mia ragazza). Sono editore per skimbu, dove partecipo spesso e volentieri anche al mitico skimbu podcast.

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  • 3libra

    Grande Ste, molto interessante, sono da sempre stata curiosa riguardo ai metodi di ripresa :)

    • Stefano Campagna

      Grazie Anna!