
Giornali, cappuccino, chiacchere da bar sono un lontano ricordo. Oggi abbiamo la possibilità di costruire, in piena autonomia, un flusso di fatto ininterrotto di notizie. Il merito di questa che, a tutti gli effetti, è una rivoluzione non solo tecnologica ma anche (e soprattutto) culturale è il magazine digitale. Ne abbiamo selezionati due fra tutti quelli presenti in AppStore e li abbiamo messi a confronto. Questi due programmi condividono l’ambiente di lavoro, iOS, e rappresentano quanto, a nostro avviso, vi sia di meglio nel panorama delle apps di informazione. Molto più che semplici aggregatori di feed RSS, questi magazine digitali autoprodotti recuperano storie interessanti dall’intero Web e dal sistema di social network di riferimento dell’utente impacchettando le informazioni in una veste grafica particolarmente gradevole, in grado, tra l’altro, di esaltare device come iPad.

Flipboard: tutto è cominciato da qui
Flipboard è il più noto digital digest ed è stata considerata una delle prime killer application per iPad. Di fatto Flipboard si può considerare una sorta di esperimento pionieristico in grado di mixare le informazioni dei social network con le news delle testate selezionate dall’utente. Il tutto in un contesto visuale decisamente piacevole. Non a caso, Filpboard è stata inseritantra le 50 migliori invenzioni del 2010 da Time Magazine. L’applicazione ha una UI decisamente ben disegnata e può vantare un design di primissimo livello. Diciamocelo: l’iPad può assomigliare, a volte, ad una bella cornice digitale piena di fotografie che scorrono ininterrottamente. Usare Flipboard in combinazione con il nostro account Facebook trasforma le foto delle nostre vacanze o delle feste di un nostro amico in un rotocalco patinatissimo e molto elegante. Le immagini riempiono in maniera perfetta la superficie visibile dell’iPad ed i caratteri on screen sono sempre facilmente leggibili e graficamente puliti. Queste caratteristiche fanno dell’utente medio di Flipboard un “volta-pagine” compulsivo, uno di quelli che “ancora una pagina…” fino a notte fonda. Se questa caratteristica del programma rappresenta il suo biglietto da visita più attraente, non c’è dubbio che il vero strumento di fidelizzazione dell’utente è costituito dalla capacità dell’app di interfacciarsi con i vari social a cui siamo iscritti. La modalità di presentazione dei tweet del nostro account rappresentano indubbiamente un passo avanti di rilevante entità rispetto alla visualizzazione testuale originale e consentono di approfondire “in app” le tematiche che più ci interessano.
Come detto, Flipboard consente di tenere sotto controllo tutti i nostri socialcosi; il tutto con una interfaccia funzionale ed una bella grafica. Ovviamente possiamo caricare anche i feed dei blog e delle pagine web che seguiamo abitualmente. Questi feed sono presentati attraverso uno stream diretto da Twitter; il risultato, nella maggior parte dei casi, è poco attraente, dal momento che risulta possibile visualizzare solo il primo paragrafo dell’articolo che stiamo leggendo con la necessità di abbandonare Flipboard ed avviare una sessione di Safari per leggere direttamente sul browser il resto del testo. Spesso questo passaggio può essere deludente tenuto conto della qualità medio-alta della visualizzazione e dell’impaginazione degli articoli garantite dall’applicazione.
Il nostro è certamente un verdetto positivo; rimane comunque la sensazione di una applicazione che di fatto appartiene a quella categoria di software che potremmo definire “ehi, guarda cosa può fare il mio iPad”; ottima veste grafica, buona usabili ma sostanziale limitazione nell’utilizzo e nella visualizzazione di fonti alimentate via feed rss ed opzioni di condivisione non sempre brillanti.

Zite: lui sa cosa vuoi
Come Flipboard, Zite consente di fondere i propri account social con i propri feed web e, feature decisamente apprezzabile, con il proprio account di Google Reader per una completa esperienza di lettura online. La cosa interessante di questa app è rappresentata dalla capacità del programma di imparare le abitudini di lettura dell’utente usando un algoritmo sviluppato dai laboratori per l’Intelligenza Computazionale della University of British Columbia; non solo, ma Zite si “permette” di consigliare all’utente possibili articoli di interesse relativi agli argomenti maggiormente consultati. L’applicazione verifica quali articoli vengono letti e quanto tempo il lettore passa a leggere quella determinata tipologia di contributi; dunque il processo di determinazione delle “preferenze” dell’utente è molto più accurato rispetto al classico approccio, pur presente, thumbs up-thumbs down (basato cioè sul mero scrolling delle pagine visualizzate). Insomma, se ci passi del tempo è perché ti interessa leggerlo e, dunque, puoi essere interessato ad altri articoli simili; se scrolli rapidamente, di fatto, non te ne importa granché.
Il design di Zite è a metà strada tra il look nerd-style di Flipboard e la severa austerità di Google Reader. E’ una applicazione intuitiva e molto ben realizzata. Raramente si verifica quella sensazione di confusione nella presentazione dei contenuti che affligge il suo “avversario”. Una volta caricate le categorie di interesse è decisamente facile sfogliare le pagine ed interagire, in maniera del tutto naturale, con l’applicazione. In verità la UI di Zite è il secondo miglior aspetto del programma dopo la sua capacità di imparare le abitudini del lettore e suggerire contenuti in linea con le preferenze dell’utente. A dire il vero sembra quasi aleggiare una sorta di influsso vodoo se è vero, come è vero, che l’applicazione è in grado, dopo circa un paio di giorni di “istruzione”, di suggerire al lettore articoli che neanche si pensava esistessero o che si avesse in mente di leggere. Attraverso un semplicissimo panello è possibile raffinare ulteriormente i risultati di questa attività. E’ inoltre possibile avviare il consueto sharing dei contenuti attraverso tutti i i principali social disponibili.
A dirla tutta, Zite ha qualche difetto; il più rilevante fra questi è rappresentato dall’impossibilità di caricare il proprio account Facebook così da poterlo visualizzare nel proprio flusso informativo nè è possibile visualizzare i tweet degli utenti “followati” così come avviene per Flipboard. Di fatto, queste caratteristiche trasformano Zite in un aggregatore di notizie e, per quanto presenti ampie opzioni di condivisione dei contenuti, non consente di interagire appieno con i propri social. Zite, inoltre, è stata recentemente acquistata da CNN; di certo questo non comporterà rilevanti cambiamenti in ordine alla struttura del programma ma, probabilmente, ne condizionerà l’indipendenza culturale.
Il nostro è un verdetto indubbiamente positivo; di certo, se la nostra passione è l’interazione spinta sui vari social, Zite non fa per noi. L’ottimo algoritmo di AI disponibile rende questo programma una perla assoluta, in grado di ottimizzare la nostra esperienza di acquisizione di informazioni e di ampliamento dei nostri interessi attraverso i sempre puntuali e congrui suggerimenti proposti. Zite è diventata l’app che uso di più sul mio iPad ed è la mia scelta numero uno quando scatta il “divano moment”.

